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L’informazione dei saddamiti 10 aprile 2003 Bagdad si è arresa, il regime di Saddam è svanito. Ma in Italia rimangono saldi come rocce i saddamiti, quelli che stavano e rimangono dalla parte del dittatore. Non tanto per amore del raìs quanto per odio nei confronti dell’Occidente. La questione è d’importanza vitale per la sinistra italiana. Fino a quando la sua parte più consistente ed attiva sarà formata da quelli che nei fatti si sono schierati dalla parte di Saddam, lo schieramento che fino all’altro giorno si definiva “Ulivo” è condannato a rimanere una minoranza e ad essere inchiodata all’opposizione. Sempre più estremista, sempre più forsennata, sempre più inutile. La sinistra può scegliere se lasciarsi trascinare nell’abisso del vuoto politico da quelli che pur di far dispetto alle democrazie occidentali sono assolutamente disposti a tagliarsi gli attributi: O se, al contrario, abbandonare gli stolti al loro mesto destino e tornare ad essere una forza progressista e democratica dell’Occidente. Chi non è di sinistra, ovviamente, deve seguire con attenzione e rispetto il travaglio a cui il dilemma sottopone i dirigenti dei partiti ex ulivisti. Una democrazia corretta ha bisogno sia di una maggioranza capace di governare che di una opposizione in grado di esercitare la propria funzione di controllo. Ed è interesse dell’intera collettività avere un sistema politico non paralizzato a causa dell’autoesclusione di una delle forze in campo. Naturalmente, però, l’attenzione ed il rispetto non possono trasformarsi in preoccupazione eccessiva. Se la sinistra si vuole castrare il centro destra sentitamente ringrazia. Vuol dire che governerà più a lungo di quanto avrebbe mai potuto immaginare e sperare. Ma i saddamiti non sono un problema della sola sinistra. Sono anche, e forse soprattutto, un problema inquietante del mondo dell’informazione italiano. E sotto questo aspetto rappresentano una vera e propria emergenza nazionale che va affrontata al più presto. La crisi irakena ha portato prepotentemente alla luce ancora una volta che ad una società italiana che cambia ed è in continua evoluzione corrisponde una nomenklatura giornalistica sempre più ferma ed inchiodata ai tempi della egemonia culturale cattocomunista della stagione oppressiva ed ossessiva del compromesso storico. L’emergenza è semplice. Un paese occidentale come il nostro può continuare ad essere informato da una casta chiusa e ristretta di giornalisti che odiano l’Occidente al punto da schierarsi dalla parte di Saddam? Questa domanda vuole essere una aperta e dichiarata provocazione. In primo luogo per i saddamiti delle Tv pubbliche e private e dei giornali. Quelli che mettevano sullo stesso piano l’informazione del regime di Bagdad e l’informazione dei portavoce degli Stati Uniti e della Gran Bretagna. E lo facevano per dimostrare che l’Occidente avrebbe fatalmente perso la guerra scatenata dai pazzi criminali Bush e Blair e che l’Italia avrebbe dovuto affrettarsi a rompere le sue antiche alleanze ed a passare nel campo terzomondista. In secondo luogo per quella classe dirigente italiana che nelle sue diverse posizioni di potere ha il compito di governare il paese. E’ concepibile che la l’Italia continui ad essere condizionata dalla informazione ideologizzata e distorta dei saddamiti post-stalinisti? |