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Le ceneri della sinistra 25 aprile 2003 E’ dal lontano ’94 che la sinistra usa il 25 aprile come pretesto per una mobilitazione contro il governo di centro destra. Ed è da quell’epoca che il pretesto tende ad apparire sempre più strumentale, a perdere efficacia, a suscitare una mobilitazione sempre più ridotta ed, in generale, a ritorcersi contro chi vuole continuare ad utilizzarlo ad ogni costo. Ma l’esperienza non sembra insegnare nulla alle forze dell’opposizione. Ed ecco che l’anniversario della Liberazione torna a diventare l’occasione per la ripetizione del rito dell’adunata di piazza in funzione antigovernativa. A dispetto delle previsioni generali che indicano come l’ultima mobilitazione della serie in nome di un antifascismo in chiave antiberlusconiana si risolverà nella riproduzione in formato ridotto di quelle precedenti. Ma se tutti i dirigenti più avvertiti e responsabili della sinistra sono perfettamente consapevoli che il meccanismo è ormai irrimediabilmente inceppato e non produce gli effetti sperati, perché mai perseverano nell’errore e non si sforzano di inventare nuovi e più attuali pretesti? Una prima spiegazione è sicuramente contenuta nella formula del “grandioso futuro alle loro spalle”. Gli eredi della tradizione del movimento operaio camminano con il volto rivolto all’indietro e, nell’incapacità di guardare al presente e proiettarsi in avanti, tendono a ripetere con riflesso pavloviano i comportamenti tenuti in precedenza. Ormai la spinta propulsiva non solo si esaurita ma è alla fase terminale del riflusso. E produce solo pallide imitazioni di gloriose ma ormai vetuste esperienze di un tempo ormai lontanissimo. Ma a questa spiegazione se ne aggiunge una ancora più drammatica. Ed è quella secondo cui la ricerca disperata di un pretesto in grado di consentire la ripetizione della liturgia codificata nasconda la consapevolezza che del grande patrimonio del passato non sia rimasto più nulla. Tranne la liturgia di una piazza sempre più piccola e sempre meno reattiva. In queste condizioni si capisce chi all’interno dei Ds incomincia a guardare alla eventualità della scissione come all’ultima speranza per riaccendere una scintilla di vitalità nel cadavere della sinistra. Visto che l’Araba Fenice rinasce dalle proprie ceneri, tanto vale trasformare la sinistra in cenere e sperare nel miracolo! |