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  Le commemorazioni del Raphael
29 aprile 2003

Ci sono tre modi per commemorare l’anniversario delle monetine del Raphael. Il primo è quello seguito da gran parte delle forze politiche che sul crollo della Prima Repubblica e sulla crocifissione mediatica di Bettino Craxi hanno fondato la propria fortuna. Ed è costituito dalla decisione di ignorare completamente l’avvenimento all’insegna del “chi ha avuto ha avuto e chi ha dato ha dato”. Il secondo è quello adottato da chi vorrebbe vendicarsi delle enormi ingiustizie subite e per farlo punta a costruire una sorta di religione della memoria che tenga sempre viva la fiammella del risentimento nei confronti dei sanculotti della rivoluzione mediatico-giudiziaria italiana. Il terzo, infine, è quello di chi non intende dimenticare. Non solo per costringere i responsabili del golpe a confessare la colpa di aver distorto il sistema democratico.
 
Ma soprattutto per creare le condizioni per evitare il ripetersi di nuovi colpi di stato e per preparare una classe dirigente che, senza alcuna pretesa restauratrice, faccia pulizia dei colpevoli ed acceleri il processo di rinnovamento e di cambiamento della società italiana frenato e bruciato dal “manipulitismo” e dalle sue grottesche filiazioni.
Il primo modo è ridicolo e vergognoso. Il secondo legittimo ma sterile. Il terzo è l’unico che dovrebbe essere adottato da chi non rinuncia a guardare al passato non solo per regolare i conti in sospeso ma anche per costruire un futuro migliore per il paese.
Questa linea, apparentemente semplice, è quella più difficile di tutte. Comporta la rinuncia alla resurrezione dei “morti” e la scelta di una battaglia lunga e solitaria per rompere la tendenza nazionale a crogiolarsi negli odii del passato e per imporre idee ed uomini non del secolo scorso ma dell’avvio del terzo millennio.

Chi dovesse adottarla deve mettere in conto che dovrà faticare parecchio per imporla. Non tanto rispetto ad un “fuoco” nemico che tende progressivamente ad affievolirsi per evidente esaurimento politico ed ideale. Ma soprattutto rispetto al “fuoco amico” di chi cerca solo rivalse personali o non vuole perseguire il futuro perché il presente, costruito su quelle monetine del Raphael, lo soddisfa appieno.