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Linciaggi vigliacchi 13 maggio 2003 La maggior parte della società civile italiana ha seppellito e rimosso da tempo la guerra civile calda e fredda del secolo scorso. Ci sono però delle sacche, formate da alcune categorie particolari, che continuano a perpetuare imperterrite i metodi e le pratiche delle guerre fratricide. Lo fanno alcuni rappresentati delle forze politiche, lo fanno alcuni settori della magistratura. Ma , soprattutto, lo fa la maggioranza del mondo dell’informazione italiano che usa giornali e televisioni come missili pseudointelligenti con cui liquidare sanguinosamente i conti con gli odiati nemici della parte avversa. Il fenomeno è grave nel settore politico, è gravissimo in quello della magistratura ed è diventato talmente parossistico dallo scivolare nel ridicolo in quella dell’informazione. Il caso Socci ne è l’esempio ultimo e più clamoroso. Il conduttore di Excalibur ha intervistato Silvio Berlusconi sul caso Sme. Senza alcuna acrimonia ma anche senza alcuna piaggeria. Ma lo ha fatto. Ed è bastato questo per diventare il bersaglio di una operazione di linciaggio morale, professionale, politico ed umano che come unico antecedente ha quelli dei tempi bui delle guerre civili calde e fredde. Sulla sua persona si sono riversate le accuse e le offese più pesanti e vergognose. Senza alcun senso del limite ed al punto di precipitare, come è stato il caso di Enzo Biagi, nel più profondo ridicolo. Se questo fosse il clima dell’intera società italiana ci sarebbe poco da discutere. Bisognerebbe calzare l’elmetto e regolarsi di conseguenza. Ma per fortuna questo clima da volante rossa” e da liquidazione sanguinosa del conti riguarda in particolare il mondo del giornalismo. Anzi, è talmente marcato nel settore dell’informazione da lasciar pensare che ad influenzare la politica e la magistratura sia proprio il pessimo esempio offerta dal palcoscenico mediatico. Mentre la società marcia nel terzo millennio la sinistra annidata nei giornali e nelle televisioni si comporta come ai tempi della Terza Internazionale. Che fare per rimuovere questa palla al piede che impedisce al paese di vivere correttamente e pacificamente il proprio tempo? La risposta è duplice. Per un verso non stancarsi mai di denunciare questo fenomeno ormai al di là del ridicolo. Presto o tardi anche queste sacche di giapponesi con l’elmetto in testa si dovranno arrendere al cambiamento ed alla pace. Per l’altro evitare accuratamente di porgere l’altra guancia. Sarà pure poco cristiano (ed infatti il suggerimento non vale per Socci) ma dimostrare di non avere paura delle sberle, nel prenderle e nel darle, può essere più istruttivo di qualsiasi discorso. Chi ama i linciaggi è normalmente un vigliaccone. |