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  La fiducia nei magistrati
21 maggio 2003

Lo schema è sempre quello del Manzoni: s’ode a destra uno squillo di tromba, a sinistra risponde uno squillo. Così, al “Corriere della Sera” che pubblica un sondaggio in base al quale cala vertiginosamente la fiducia degli italiani nei confronti della magistratura, “il Messaggero” risponde pubblicando un diverso sondaggio in base al quale la fiducia degli italiani verso i magistrati non solo è stabile ma cresce addirittura. E’ chiaro che in questo modo ognuno è autorizzato a pensarla come meglio crede. Il militante di sinistra giurerà sulla sacralità e la santità della magistratura tirando in ballo il sondaggio che avalla la sua fede. E quello del Cavaliere insisterà sulla inaffidabilità della magistratura politicizzata sentendosi forte dei dati del “Corriere della Sera”.
 
Ma le opinioni non possono essere confuse con i fatti. E quando si passa dai sondaggi alle vicende concrete la situazione cambia di colpo. Interrogato in Svizzera dai magistrati italiani che indagano su Telekom-Serbia Igor Marini non si è limitato a ribadire le accuse relative alla maxitangente ma è andato anche oltre tirando direttamente in ballo i nomi di Piero Fassino, Romano Prodi e Lamberto Dini. Sappiamo bene cosa sarebbe successo se le rivelazioni fossero state fatte in passato ai magistrati di Milano ed avessero riguardato i dirigenti dei partiti della Prima Repubblica o, qualche anno dopo, i collaboratori di Silvio Berlusconi.
 
Giornali e televisioni avrebbero cavalcato la scandalosa e clamorosa notizia. I nemici di Prodi, Fassino e Dini non avrebbero perso l’occasione per chiedere le dimissioni del primo da presidente della Commissione Ue, del secondo dalla segreteria dei Ds e del terzo dal modesto ruolo di ruota di scorta dell’Ulivo dimezzato. E, naturalmente, i magistrati inquirenti si sarebbero affrettati ad emettere degli avvisi di garanzia motivandoli con la necessità di informare e garantire gli inquisiti della presenza di indagini a loro carico. Il tutto, naturalmente, in un clima di estrema tensione a causa della concomitanza delle elezioni amministrative.

Invece Igor Marini ha reso la sua deposizione, i magistrati non hanno emesso alcun avviso di garanzia, i giornali e le televisioni hanno messo la sordina alle notizie, nessun avversario ha chiesto le dimissioni di nessuno e la vicenda non ha minimamente influito sulla campagna elettorale. E’ il segno, come commenta ironicamente Davide Giacalone, che la ventata giustizialista si è esaurita e la civiltà giuridica ha trionfato? 
Purtroppo la risposta è diversa. Ed è che tra i due sondaggi sulla fiducia dei cittadini nella magistratura quello destinato a nuove conferme è il sondaggio del “Corriere della Sera”.

D’altro canto, comunque la possa pensare al riguardo Edmondo Bruti Liberati, la giustizia doppiopesista che interpreta la legge con gli amici e la applica con i nemici sembra fatta apposta per alimentare la sfiducia e l’irritazione nella stragrande maggioranza degli italiani. Il che può anche accrescere il senso di potenza e di potere della casta ma crea le condizioni per la sua inevitabile rovina.