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  Il piazzista che vince
26 settembre 2003

Quando capitano le disgrazie c’è sempre qualche amico pietoso che si incarica di avvertire i parenti delle vittime. Ecco, sarebbe ora che qualcuno si facesse coraggiosamente carico di questa triste incombenza. E si affrettasse ad informare quella parte della nomenklatura italiana, quella che ingloba la stampa politicamente corretta del nostro paese, che una gravissima disgrazia l’ha colpita tra capo e collo. Non riesce più a leggere ed interpretare correttamente la realtà. Ha il cervello in pappa a causa di una autoreferenzialità forsennata che agisce come e peggio delle droghe sintetiche. E sta progressivamente cadendo in uno stato di demenza senile che appare totalmente irreversibile. La riprova? Basta leggere i commenti apparsi sui giornali politicamente corretti sulla trasferta americana di Silvio Berlusconi, tutti caratterizzati dal solito atteggiamento di sprezzante snobismo nei confronti del presidente del Consiglio. 

Nessuna parola sull’intervento del premier italiano di fronte all’Assemblea delle Nazioni Unite. In compenso grandi descrizioni dell’esuberanza da cafone rifatto manifestata dal Cavaliere durante la passeggiata lungo le strade della Grande Mela a braccetto con il ben più compassato e rispettabile presidente francese Chirac. E non parliamo dello show compiuto da Berlusconi di fronte agli imprenditori di Wall Street! Una smorfia di disgusto mista a disprezzo si è impressa sulle bocche dei personaggi della nomenklatura burocratica e giornalistica del paese di fronte all’atteggiamento tenuto dal presidente del Consiglio. Con gli ennesimi commenti spocchiosi sul “piazzista” che per meglio imbonire i suoi interlocutori e convincerli ad investire in Italia ha avuto il pessimo gusto di ricordare che nel nostro paese i comunisti si sono ridotti e le segretarie sono diventate belle. Che divertimento, allora, ad irridere e sbeffeggiare il leader di Forza Italia considerato per un verso come il Nando Moriconi dell’Americano a Roma di Alberto Sordi o come uno dei tanti magliari esportati dal nostro paese nel corso degli ultimi due secoli!

Ma è proprio fondato tanto snobismo irridente ed arrogante? Chi si vergogna di essere rappresentato da un gaffeur come Berlusconi è proprio convinto che la maggioranza degli italiani non si riconosca nel Cavaliere che non solo canta, ride, parla, si muove come uno di loro ma è anche l’unico politico italiano, dopo Garibaldi e Mussolini, ad aver suscitato interesse ed attenzione fuori dei confini nazionali? Qualcuno compia l’opera pietosa di avvisare la nomenklatura politicamente corretta! Ha il cervello spappolato. Al punto da scambiare il dito per la luna. E non capisce che di questo passo si condanna a ridere per l’eternità. Delle future vittorie elettorali di Berlusconi, forse piazzista ma sicuramente al passo con i suoi ed i nostri tempi!