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Il Toscanini dei poveri 24 ottobre 2003 Claudio Abbado studia da Toscanini. E per imitare il modello ha approfittato della consegna del “Praemium imperiale” a Tokio per denunciare il conflitto d’interessi di Silvio Berlusconi e la necessità che norme comuni tra le democrazie europee correggano al più presto l’anomalia italiana. Il rimbombo delle dichiarazioni di Abbado è stato sicuramente planetario. Ma, con buona pace del prestigioso musicista, il suo tentativo di assumere nei confronti di Berlusconi lo stesso ruolo che Toscanini assunse a suo tempo nei confronti di Mussolini non è riuscito. La ragione è negli schiaffi . Per fare di Abbado un moderno Toscanini nemico della dittatura politica e mediatica in atto in Italia è necessario che qualcuno lo prenda a schiaffi. Come fecero i fascisti con il bizzoso maestro colpevole di non aver voluto eseguire “Giovinezza”. Ma c’è qualcuno pronto a prendere a schiaffi Abbado per rimproverargli la sua avversione al governo di centro destra ed al leader della Casa delle Libertà? La risposta è sotto gli occhi di tutti, italiani e stranieri. In Italia gli unici schiaffi che volano sono quelli che provengono dalla frange più estremiste della sinistra quando si tratta di mettere a ferro e fuoco Genova o di scendere in piazza per protestare contro Berlusconi. Per il resto non esiste un clima da sberle, non c’è un’atmosfera di intimidazione, non si respira alcuna aria di regime, di dittatura, di prevaricazione, di violenza e di autoritarismo. Il buon Abbado non solo non viene sbertucciato e preso a calci in culo per la clamorosa caduta di stile compiuta nell’approfittare di una sede internazionale per gettare fango sul proprio paese. Ma viene regolarmente retribuito dall’azienda del Premier per le esecuzioni trasmesse sulle aborrite reti del Biscione. E riceve onori e riconoscimenti pubblici che in un qualunque regime autoritario non verrebbero mai concessi ad un oppositore così noto e qualificato. Il vero regime, semmai, è opposto. E’ quello di una comunità di artisti ed intellettuali che per decenni è vissuta sotto la copertura dell’egemonia della sinistra e che non si rassegna ad assistere al crollo della vecchia struttura protettiva. Ed è soprattutto quello che trasforma gli ultimi moicani di questa comunità come degli intoccabili a cui nulla può essere rimproverato. Nemmeno la strumentalità. E, soprattutto, la stupidità! |