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  L’opinione a Firenze
16 gennnaio 2004

“L’opinione” è uno dei più antichi giornali italiani. Fondato a Torino nel 1847 da Camillo Cavour, il nostro quotidiano ha sempre svolto un ruolo di attento e critico testimone dell’evoluzione e delle trasformazioni della società italiana. Lo ha fatto con alterne fortune, ma rimanendo sempre fedele alla propria ispirazione originaria di espressione della cultura liberale e laica tesa al progresso ed alla crescita del paese. Ed anche quando le sue forze politiche di riferimento sono venute meno e scomparse dalla scena nazionale, in particolare dagli anni ’90 ad oggi, non ha mai tradito la propria tradizione e rinunciato alla propria funzione di strumento di battaglie di libertà ed innovazione.
In questa fase non sono mancati i momenti difficili. Ma la determinazione ha avuto la meglio su tutte le avversità. Ed ora il giornale può affrontare con rinnovata energia un programma di potenziamento che punta a realizzare il proprio radicamento sulle città italiane più significative. 

La formula scelta è quella dell’abbinamento a “L’opinione” dedicata ai temi della politica nazionale una “L’opinione” con i temi della politica locale. Sul modello di quanto realizzato sperimentalmente in passato con “L’opinione di Pantelleria”. La città che segna la prima tappa del potenziamento è Firenze. Oggi esce, insieme al quotidiano nazionale, “l’Opinione” di Firenze e della Toscana. Inizialmente con cadenza settimanale (ogni venerdì) ma con la prospettiva di diventare anch’esso un quotidiano. La scelta di Firenze non è stata causale. In primo luogo perché attorno al nostro amico e collaboratore Alessandro Lozzi si è creato un nucleo di giornalisti, professionisti e uomini di cultura assolutamente affidabile ed in grado di dare vita nel migliore dei modi a questa formula editoriale di ispirazione federalista. In secondo luogo perché Firenze costituisce un ottimo terreno di verifica del tentativo di arricchimento e di potenziamento del nostro giornale.

“L’opinione” di Firenze e della Toscana nasce con l’impegno a seguire la stessa ispirazione ideale data a suo tempo da Cavour al quotidiano nazionale. Sarà la voce dei laici, dei liberali, dei riformisti in una città ed in una regione dove la storica tradizione di vivacità intellettuale e culturale rischia di essere soffocata non solo dalla tendenza dei gruppi politici di maggioranza a favorire l’appiattimento e l’omologazione, ma anche dalla difficoltà delle forze di opposizione ad uscire dallo schema della semplice e sterile contrapposizione polemica. Sappiamo che non si tratta di una impresa facile. E che non mancheranno le difficoltà, magari sollevate da chi guarda con preoccupazione chiunque possa turbare i vecchi e comodi equilibri. Ma la sfida è stimolante. Anche nella prospettiva delle future elezioni. Sia europee, sia soprattutto amministrative. “L’opinione” ci sarà. Per pesare.