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Le minacce fasulle 20 gennnaio 2004 E’ diventata un tormentone inutile e pericoloso la storia della verifica di governo. Prima era la Lega a minacciare l’uscita dal governo ed il passaggio all’appoggio esterno in caso di mancata realizzazione della riforma federalista. Adesso è An a ripetere la stessa minaccia nel caso la stessa riforma federalista sollecitata dai leghisti scavalcasse i confini fissati dagli accordi di maggioranza intaccando il principio dell’unità nazionale. Ma adesso sono solo delle rodomontate prive di effetto pratico, visto che nessuno dei tre partiti della coalizione governativa avrebbe nulla da guadagnare dall’eventuale disimpegno governativo. Per la semplice ragione che la campagna elettorale per le Europee è di fatto iniziata. E che da questo momento in poi chiunque si dovesse assumere la responsabilità di mandare all’aria l’alleanza di governo si troverebbe a pagare un prezzo elettorale decisamente superiore a qualsiasi vantaggio derivate dalla riassunzione della propria autonomia. La Lega può anche immaginare che nel suo caso i costi sarebbero pari ai benefici. Ma sa bene che contare su una speranza del genere è un azzardo decisamente pericoloso. L’elettorato urbano delle città del Nord, che vuole stabilità, potrebbe tradirla in blocco a beneficio di Silvio Berlusconi e Forza Italia in caso di crisi di governo. Viceversa An e Udc sanno fin troppo bene che non possono tirare la corda oltre il limite di rottura. Il partito di Gianfranco Fini andrebbe incontro ad una sicura catastrofe, sul modello di quella ottenuta ai tempi dell’avventura dell’Elefantino. E quello di Follini, bersagliato dall’accusa di ribaltonismo a destra ed esposto alla concorrenza dell’Udeur di Mastella a sinistra, subirebbe una sicura e dolorosa battuta d’arresto. Nessuno, ovviamente, può escludere a priori il trionfo di pulsioni suicide tra gli alleati di Berlusconi. Ma è facile preventivare che alla fine il buon senso prevalga. E spinga le forze della maggioranza a non perdere l’occasione di sfruttare fino in fondo le difficoltà insormontabili in cui versano gli avversari. A vittoria avvenuta ci sarà sempre tempo per tornare a litigare! |