torna alla
home page

ARCHIVIO

2002
marzo
febbraio 
gennaio

2001
dicembre
novembre
ottobre
settembre
agosto
luglio
giugno
maggio
aprile
marzo
febbraio
gennaio

2000
dicembre
novembre
ottobre
settembre
agosto
luglio
giugno
maggio
aprile
marzo
febbraio
gennaio

1999
dicembre
novembre
ottobre
settembre
agosto
luglio
giugno
maggio
aprile
marzo
febbraio
gennaio

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

  Una nuova legge Schifani
22 gennnaio 2004

La pubblicazione della sentenza della Corte costituzionale che ha bocciato la legge Schifani è destinata a produrre un doppio effetto. Da un lato fa piazza pulita delle molte sciocchezze dette e scritte in proposito. A partire da quella che voleva la Consulta contraria al principio di preservare i massimi rappresentanti delle istituzioni politiche dai pericoli di condizionamento e di interferenza da parte della magistratura. Fino a quella secondo cui la bocciatura della legge Schifani era stata dovuta alla contrarietà della Corte costituzionale all’uso della legge ordinaria e non di una apposita legge costituzionale. Dall’altro spiana una strada dritta come un fuso alla realizzazione di un provvedimento legislativo che nella sostanza riproponga i contenuti della legge bocciata, ma che nella forma preveda tutte le indicazioni fornite dalla Consulta. Per i partiti della maggioranza, quindi, non c’è tempo da perdere, L’occasione va sfruttata al volo. Per preparare una nuova legge ordinaria che raccolga le osservazioni della Corte costituzionale e ribadisca la necessità di preservare le massime cariche dello stato dal pericolo di possibili pressioni e costrizioni da parte della magistratura. Il tutto non più per salvare Silvio Berlusconi dai magistrati di Milano, ma per tornare a fissare i confini entro cui la politica e la magistratura debbono conservare reciprocamente autonomia ed indipendenza. Come per la legge Gasparri, quindi, non tutti i mali vengono per nuocere!