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Una nuova legge Schifani 22 gennnaio 2004 La pubblicazione della sentenza della Corte costituzionale che ha bocciato la legge Schifani è destinata a produrre un doppio effetto. Da un lato fa piazza pulita delle molte sciocchezze dette e scritte in proposito. A partire da quella che voleva la Consulta contraria al principio di preservare i massimi rappresentanti delle istituzioni politiche dai pericoli di condizionamento e di interferenza da parte della magistratura. Fino a quella secondo cui la bocciatura della legge Schifani era stata dovuta alla contrarietà della Corte costituzionale all’uso della legge ordinaria e non di una apposita legge costituzionale. Dall’altro spiana una strada dritta come un fuso alla realizzazione di un provvedimento legislativo che nella sostanza riproponga i contenuti della legge bocciata, ma che nella forma preveda tutte le indicazioni fornite dalla Consulta. Per i partiti della maggioranza, quindi, non c’è tempo da perdere, L’occasione va sfruttata al volo. Per preparare una nuova legge ordinaria che raccolga le osservazioni della Corte costituzionale e ribadisca la necessità di preservare le massime cariche dello stato dal pericolo di possibili pressioni e costrizioni da parte della magistratura. Il tutto non più per salvare Silvio Berlusconi dai magistrati di Milano, ma per tornare a fissare i confini entro cui la politica e la magistratura debbono conservare reciprocamente autonomia ed indipendenza. Come per la legge Gasparri, quindi, non tutti i mali vengono per nuocere! |