torna alla
home page

ARCHIVIO

2002
marzo
febbraio 
gennaio

2001
dicembre
novembre
ottobre
settembre
agosto
luglio
giugno
maggio
aprile
marzo
febbraio
gennaio

2000
dicembre
novembre
ottobre
settembre
agosto
luglio
giugno
maggio
aprile
marzo
febbraio
gennaio

1999
dicembre
novembre
ottobre
settembre
agosto
luglio
giugno
maggio
aprile
marzo
febbraio
gennaio

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

  Se il resistente tiene famiglia
31 gennnaio 2004

Va in onda la tragedia all’Auditorium di Roma, ancora una volta graziosamente concesso dal comune agli stati generali dell’informazione militante di sinistra. Giorgio Bocca telefona la sua angoscia mattutina per l’odioso regime in atto realizzato da un personaggio ridicolo ai danni di un paese ridicolo. Piero Fassino rilancia il suo grido d’allarme e la situazione di gravissima emergenza in cui vive la stampa italiana. Guglielmo Epifani ed il suo imitatore della Fnsi Paolo Serventi Longhi si strappano metaforicamente i capelli (Serventi non ne ha uno) per il pluralismo calpestato. Michele Santoro denuncia la morte della professione a viale Mazzini ed il ruolo da figurante riservato al presidente di garanzia Lucia Annunziata. E quest’ultima, l’unica che si permette uno sprazzo di sincerità e comunica che dalla Rai non intende schiodare neppure con le cannonate, si lamenta contro la logica del voto che consente al centro destra di esercitare legittimamente il proprio peso. E propone di contrapporre a questa logica quella dell’etica superiore di chi non si piega al detestato Cavaliere. 

A conferma ulteriore e definitiva che una vena di incredibile follia pervade la sinistra intellettuale. Quella che in nome dell’ossessione antiberlusconiana è spinta a ripudiare la democrazia ed a nutrire la balzana e razzistica idea della superiorità razziale ed antropologica di chi non vota per il centro destra. Ma, a dispetto dei toni accorati e truculenti, la rappresentazione dell’Auditorium non ha la dignità della tragedia. E neppure della commedia o della farsa. E’ solo, con la sola eccezione di Lucia Annunziata, che non a caso ribadisce il proprio “hic manebimus optime” alla profumatamente remunerata presidenza della Rai, una passerella promozionale ed elettorale. Giorgio Bocca trabocca di rabbia per il record di vendite dell’ultimo libro di Giampaolo Pansa e sfrutta il raduno romano per farsi un po’ di pubblicità a buon mercato. Gli altri aprono la propria campagna per il parlamento di Strasburgo. Alcuni, come Fassino, perché è il loro mestiere. Altri, come Santoro o come l’ex presidente della Rai Roberto Zaccaria, nella convinzione che se non prendono l’autobus del momento rischiano di rimanere a piedi e fuori del cono della notorietà per resto della propria vita. Per questo il tono generale dell’assemblea dell’Auditorium è stato mesto. Le manifestazioni all’insegna del “tengo famiglia” sono sempre tristi!