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Eppur inflaziona! 3 febbraio 2004 L’Euro è diventato come l’Immacolata Concezione: un dogma di fede, intoccabile, indiscutibile, indimostrabile. Da proclamare e da difendere e su cui, ovviamente, non ci si può permettere di nutrire dubbi e perplessità di sorta. Deve essere per questo che il commissario europeo per la Concorrenza Mario Monti ha lanciato un accorato appello alle forze politiche italiane a smetterla con le speculazioni sull’euro. “Non è ammissibile - ha detto l’alto personaggio con chiaro riferimento alla Lega ed a Silvio Berlusconi - che ci siano eterogenee posizioni sull’euro, spesso manifestate in modo pittoresco all’interno del governo e spesso dalla stessa personalità non a distanza di mesi ma di giorni”. Ma anche se così fosse e Monti vestisse i panni del Cardinale dell’Inquisizione della religione della moneta unica dell’Unione Europea, bisognerebbe guardarsi bene dall’accogliere il suo appello accorato. Non solo in nome del rifiuto laico di ogni dogma religioso. Tanto più che in ballo non c’è Dio ma una semplice moneta. Ma, soprattutto, perché i peggiori nemici dell’euro sono proprio quelli che lo vogliono trasformare in un articolo di fede. Se si vuole salvare la moneta unica europea della inquietudine e dalla protesta crescente delle grandi masse popolari del Vecchio Continente bisogna infatti laicizzare l’euro e trasformarlo in un normale argomento di discussione e di dibattito. Non per ripudiarlo, condannarlo ed eliminarlo. Ma per correggerne gli errori iniziali ed adeguarlo, oltre che alle esigenze dei banchieri e dei governanti, anche alle necessità dei normali cittadini. Monti riproponga il suo appello a quelle centinaia di migliaia di italiani (ed europei) che debbono registrare giornalmente il balzo in avanti nel corso della vita verificatosi in seguito all’introduzione dell’euro. Molti di costoro sanno perfettamente che i bilanci dello stato sono stati migliorati dalla moneta unica, che l’euro ha evitato le grandi ripercussioni che il tracollo della Parmalat avrebbe provocato sulla lira e che se oggi è possibile usufruire di mutui bancari a tassi accettabili lo si deve all’unificazione monetaria europea. Ma queste considerazioni non fanno arrivare le famiglie alla fine del mese. Ed è facile prevedere che la risposta all’appello sarebbe formata da nuove e più vibrate proteste (non le vecchie pomodorate visti i prezzi del prodotto in questione!). Se si vuole difendere l’euro, allora, bisogna accettare le critiche che gli vengono mosse. Per trovare soluzioni adeguate ed andare incontro alle difficoltà delle fasce più basse della popolazione. La Santa Inquisizione dell’Euro è contraria e minaccia scomuniche? Vuol dire che faremo buon viso a cattivo gioco. Ovviamente ripetendo “eppur inflaziona!”. |