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  Fischi per Fassino
26 febbraio 2004

Francesco Caruso ha sicuramente torto quando minaccia schiaffi metaforici a Piero Fassino se il segretario dei Ds dovesse partecipare alla marcia della pace. Ma Fassino non può neppure pretendere che la solidarietà nei suoi confronti dei sinceri democratici e degli autentici non violenti comporti necessariamente l’accettare i suoi contorsionismi verbali sull’argomento. Niente sberle, allora, per il leader della Quercia. Ma qualche sonoro fischio sicuramente sì. Sia da parte dei pacifisti che gli contestano l’ambiguità della posizione assunta sul prolungamento della missione militare in Iraq. Sia da parte di quelli che sono assolutamente favorevoli all’impegno militare del nostro paese e gli rimproverano dal versante opposto la stessa ambiguità di fondo. Fassino, infatti, ha la curiosa pretesa di votare in favore della missione ed al tempo stesso di marciare in prima fila tra i pacifisti che sollecitano l’immediato ritiro dei soldati. Vuole essere contemporaneamente per l’Occidente e per il Terzo mondo, per un’Europa politicamente unita e militarmente presente e per l’Europa disarmata e pacifista chiesta dalla sinistra estrema. 

Vuole, in sostanza, stare con il piede in due scarpe. Per non vedere trascinato il partito nel gorgo dell’estremismo più massimalista ed irresponsabile e per non perdere il rapporto con quell’elettorato oltranzista che chiede la pace ‘senza se e senza ma’ ed è pronto anche all’ennesima scissione a sinistra pur di portare avanti la propria utopia ed il proprio odio antioccidentale ed antiamericano. In questa luce, allora, Caruso va sicuramente condannato per la propria violenza verbale. Ma va assolto quando chiede che il segretario dei Ds decida una volta per tutte da che parte vuole stare, rinunciando alla tesi secondo cui nel movimento pacifista c’è posto per tutti, anche per quelli che si schierano in favore della missione in Iraq. Nessuno, ovviamente, può dare coraggio a chi non ne ha. E se Fassino non ha il coraggio di dire apertamente di essere contrario al pacifismo oltranzista non si può pretendere che se lo faccia venire chissà da qualche recesso della propria coscienza. Ma chiedere al segretario dei Ds di essere chiaro e non ambiguo si può e si deve. Chi non ha coraggio non può pensare di nasconderlo prendendo per i fondelli i cittadini!