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Fuoco amico 6 marzo 2004 Dopo la finanza etica abbiamo inventato anche lo scoop morale. Quello che riguarda persone non accusate di nulla, che non risultano essere al centro di indagini di sorta, che non ricoprono cariche pubbliche ma che, per la loro notorietà, si prestano a diventare bersaglio di rivelazioni ispirate ad un moralismo fasullo e diretto solo a fornire visibilità a buon mercato al divulgatore dello scoop. Non sappiamo se Giuliano Ferrara abbia avuto o meno il miliardo indicato da Calisto Tanzi. E non ci interessa un fico secco saperlo. Il direttore del Foglio, pur essendo un uomo pubblico, non riveste cariche pubbliche. Ed è assolutamente libero di avere rapporti economici con tutti gli imprenditori che vuole. Ciò che invece interessa è capire da dove nasce una rivelazione tanto priva di valore giudiziario quanto carica di malevolenza di stampo moralistico. Forse dall’inizio della campagna elettorale e da qualche forma di assurda competizione all’interno della Casa delle Libertà? Se così fosse, chi può nella maggioranza farebbe bene ad intervenire. Per impedire che dove non arrivano le bordate del centro sinistra arrivi il “fuoco amico” dei cretini. |