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  Prodi ed il bersaglio annunciato
17 marzo 2004

Povero Romano Prodi, povero “Triciclo”, povera Italia! Il presidente della Commissione Ue, leader virtuale dell’Ulivo e futuro candidato a contendere la guida del nostro paese a Silvio Berlusconi ha commentato la strage di Madrid e la sconfitta dei popolari di Aznar sostenendo che le due vicende confermano gli errori della politica Usa. E sottolineando che esiste un solo modo per eliminare il terrorismo dalla scena mondiale: risolvere il conflitto arabo-israeliano. Di fronte a queste affermazioni non c’è che da piangere sulla amara sorte che ha colpito Prodi, il “triciclo” e potrebbe investire la stessa Italia. Non tanto per la evidente pochezza dell’analisi di quanto è avvenuto in Spagna e per la banalità della proposta di come fronteggiare il terrorismo internazionale. Da un uomo d’esperienza come Prodi ci si sarebbe aspettato di più e di meglio di un paio di battute degne di un qualsiasi Casarini. Quanto per la convinzione di fondo che si nasconde dietro queste affermazioni. 

Del tutto simile a quella che negli anni Quaranta ispirava la tesi che la responsabilità del revanscismo tedesco era dell’imperialismo franco-britannico, e che per eliminare i venti di guerra bastava assicurare alla Germania un adeguato spazio vitale in Europa. E cioè il drammatico e nefasto “spirito di Monaco”. In questo Prodi è in tutto simile a Marcel Deat e le sue parole hanno lo stesso suono del “perché morire per Danzica”. Ma rispetto al pacifismo collaborazionista del sindacalista francese dell’altro secolo, il pacifismo altrettanto collaborazionista di Prodi è aggravato da un’analisi del fenomeno del terrorismo internazionale che spaventa per la sua inquietante pochezza. Ma davvero il presidente della Commissione Ue è convinto che per guarire la piaga del terrorismo basti porre fine al conflitto arabo-israeliano? Ed è possibile che dopo cinquant’anni di guerre e di sangue in Medio Oriente il leader virtuale del “triciclo” non abbia capito che per le frange più estremiste del fondamentalismo arabo lo stato d’Israele è solo un pretesto? E che neppure la cacciata in mare di tutti gli israeliani metterebbe fine alla terza guerra mondiale scatenata contro l’intero mondo Occidentale dalla minoranza fanatica del mondo musulmano? 

Prodi, naturalmente, non è uno sciocco. Sa fin troppo bene che anche a voler riservare allo stato ebraico la sorte dei Regni Cristiani di Gerusalemme, cioè la scomparsa, il terrorismo islamico continuerebbe tranquillamente a colpire il “diavolo” occidentale. E lo stesso accadrebbe se al posto di Bush alla Casa Bianca andasse anche l’esponente più “liberal” del partito democratico. Ma il presidente della Commissione Ue preferisce ugualmente imitare Casarini e riadattare il vecchio “spirito di Monaco” alla nuova realtà mondiale. Con una scelta che con ogni evidenza è dettata solo da una motivazione di tipo elettorale. Zapatero ha vinto le elezioni spagnole grazie all’ondata emozionale pacifista provocata dalle stragi sui treni e dagli errori del governo Aznar? Ecco che il leader virtuale dell’Ulivo tenta di cavalcare lo stesso pacifismo alimentato dal terrorismo internazionale nella speranza che alle prossime elezioni europee si possa provocare in Italia ciò che è avvenuto in Spagna. Senza minimamente considerare che un comportamento del genere sembra fatto apposta per rafforzare la strategia criminale di Al Qaeda. E trasformare il nostro paese nel prossimo bersaglio annunciato del terrorismo internazionale.