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Una regola antiproporzionalistica 1 aprile 2004 Va bene che le elezioni europee si tengono con il sistema proporzionale. Va bene che ogni partito è obbligato a badare ai propri interessi mettendo in secondo piano quelli della coalizione di appartenenza. Va bene che nel centro destra qualcuno vorrebbe approfittarne per fare le scarpe al Cavaliere e nel centro sinistra per scavare la fossa a chiunque abbia in animo di presentarsi come candidato Premier dell’opposizione alle elezioni politiche del 2006. Va bene tutto ed il contrario di tutto. Ma che succederà all’indomani dei risultati elettorali, quando verranno meno le ragioni imposte dal sistema proporzionale che alimentano la concorrenzialità tra gli alleati di uno stesso schieramento? Come sarà possibile spiegare agli italiani che, in vista delle elezioni regionali del 2005 e di quelle politiche dell’anno successivo, destinate a tenersi con due diversi sistemi maggioritari, le divisioni non valgono più? E che da quel momento in poi la logica delle divisioni e dei distinguo lascerà immediatamente posto alla mistica dell’unità, della solidarietà e della compattezza di coalizione? Se qualche dirigente politico pensa che il proprio elettorato sia disposto a rispettare l’antica regola della “obbedienza pronta, cieca ed assoluta”, ha fatto male i suoi conti. I veleni distribuiti a piene mani durante la campagna elettorale non svaniranno molto presto dalla scena politica nazionale. Per cancellarli non basterà pronunciare il fatidico “contrordine compagni” allargato dalla sinistra al centro destra. Ed, anzi, non è da escludere che gli effetti perversi della campagna elettorale possano risultare molto più pericolosi e devastanti degli stessi risultati del voto. Rispetto a questa eventualità gli esponenti dell’Ulivo hanno avuto l’accortezza ricreare un piccolo paracadute costituito dalla lista unitaria del “triciclo”. I dirigenti della Casa delle Libertà, invece, hanno scelto la linea della caduta libera. Per cui, se non vogliono che il dopo elezioni segni la fine dello schieramento del centro destra, è bene che si affrettino a concordare tra loro una linea di sicurezza da non oltrepassare nei tentativi di scavalcamento reciproco. Senza questa regola lo schianto a terra è garantito. |