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  Romano e Solbes contro l’Europa
9 aprile 2004

Romano Prodi non è solo il Presidente della Commissione europea che deve assicurare il rispetto da parte degli stati membri degli accordi di Maastricht. E’ anche il leader virtuale di quello schieramento d’opposizione del centro sinistra che in Italia si batte con ogni mezzo possibile ed immaginabile per battere e mandare a casa Silvio Berlusconi e la sua maggioranza di centro destra. A sua volta Pedro Solbes non è soltanto il componente della Commissione Ue che ha il compito specifico di tenere sotto controllo i bilanci e le finanze dei paesi aderenti alla Unione Europea. E’ anche il ministro delle Finanze in pectore del governo socialista spagnolo che il vincitore di Aznar, Zapatero, si accinge a costruire a Madrid. Tutto questo non costituisce un’opinione discutibile. E’ un dato di fatto inequivocabile. Così come è inequivocabile che il deficit pubblico italiano si accinge a superare la quota del 3 per cento sul Pil sulla scia di altri paesi europei e che per il doppio ruolo di Prodi e Solbes il caso italiano non è soltanto tecnico, come quelli francese, tedesco o portoghese ma si carica di inquietanti significati politici.

Nessuno contesta il pieno diritto della Commissione Ue di avviare la procedura per inviare un “primo avviso” all’Italia per il rischio sempre più probabile di sforamento del limite fissato a Maastricht. Il problema è che questo avviso non deve essere inviato né da Romano Prodi, né da Pedro Solbes. Se lo fanno altri funzionari dell’organismo tecnico della Ue tutto bene. Se lo fanno l’avversario principale di Berlusconi in Italia ed il ministro di un governo di orientamento diverso ed antagonista di quello attualmente in carica in Italia la questione cambia aspetto. E si trasforma in un insopportabile caso di uso politico personale di strumenti comunitari. Con conseguenze devastanti non tanto sul quadro politico nazionale quanto su quello della credibilità complessiva dell’Unione Europea. 

Il bizzarro della vicenda, infatti, è che gli amici di Prodi ed i compagni di Solbes nell’Internazionale Socialista accusato Berlusconi ed i dirigenti del centro destra di essere degli euroscettici che si vogliono sottrarre al giudizio degli organismi comunitari. E si rifiutano di prende atto che i veri nemici dell’Unione Europea sono proprio quelli che fanno, o danno ‘impressione di fare, un uso politico personale degli organismi dell’intera comunità. Solbes, allora, si affretti ad assumere l’incarico di ministro delle finanze al proprio paese. E Prodi la smetta con la ridicolaggine del candidato virtuale ed abbia il coraggio di venire a sfidare la sorte elettorale alla testa del proprio “triciclo”. Si dimettano dai loro incarichi tecnici e tornino a fare politica a tempo pieno. Non per fare un piacere a Berlusconi ma per non mandare a picco una Comunità Europea che ha già tanti problemi da affrontare e non può permettersi nuove e più pesanti perdite di credibilità.