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Il senno alterato dell’opposizione 22 aprile 2004 Qualcuno sta uscendo di senno. E spera che i rapitori irakeni tengano prigionieri gli ostaggi italiani almeno fino a dopo le elezioni europee. Il tutto nel timore che Silvio Berlusconi possa farsi forza di un’eventuale liberazione dei nostri tre connazionali per riconquistare gli elettori delusi della Casa delle Libertà. Qualche altro il senno lo ha già perso da un pezzo. Ed è arrivato addirittura ad ipotizzare che gli ostaggi siano già stati liberati e che siano stati portati dai servizi italiani in un posto supernascosto per tirarli fuori al momento del ritorno del Cavaliere dalla Russia. E sempre per consentire al presidente del Consiglio di compiere quel colpo di teatro che potrebbe contribuire a raddrizzare la propria campagna elettorale. Altri, infine, il senno non lo hanno mai perso e lo fanno funzionare lucidamente ma, purtroppo, in maniera perversa e criminale. E lasciano chiaramente intendere di puntare sulla morte dei tre ostaggi per avere la possibilità di scaricare la responsabilità della loro mancata librazione sul governo. Ovviamente per lucrarne le conseguenze sul terreno elettorale. Chi sta per insanire, chi è già fuori di testa e chi ha la testa malata e deformata dai pregiudizi politici non tiene conto che da qui al 12 giugno l’eventuale liberazione dei tre connazionali sarebbe superata da chissà quali altre vicende internazionali. Non considera che nessun servizio segreto, neppure il vecchio Kgb, potrebbe mai pensare di nascondere gli occhi del mondo gli ostaggi per poi tirarli fuori nel momento più favorevole senza mettere in conto che l’inghippo verrebbe immediatamente alla luce con effetti devastanti sul governo che si vorrebbe favorire. Non si immagina, infine, che l’opinione pubblica del paese non è affatto composta di beoti come si vorrebbe far credere. Ed è talmente consapevole dell’esistenza di mascalzoni politici disposti a puntare sulla morte degli ostaggi pur di colpire in qualche modo Berlusconi che incomincia a ritrovare simpatico ed umanamente comprensibile un Premier che sarà pure pasticcione ma ha la disgrazia di avere un’opposizione composta in gran parte di pericolosi paranoici. Chi teme tanto l’eventualità che Berlusconi possa sfruttare a proprio vantaggio la vicenda degli ostaggi non calcola l’effetto nefasto che la propria forsennatezza provoca sull’opinione pubblica del paese. Se il Cavaliere uscirà indenne dalle Europee lo dovrà non a se stesso o alla solidarietà dei propri alleati ma solo alla paranoia dei propri avversari. Il ché è un vantaggio per tutti. Perché farsi governare da una classe dirigente di dilettanti è un guaio, ma farsi guidare da una classe dirigente di nevrotici e psicotici inaffidabili sarebbe una tragedia irreparabile. |