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Giornali ottusi 4 maggio 2004 Il segretario della federazione della Stampa Italiana Paolo Serventi Longhi ha vibratamente protestato contro la decisione della Rai di trasmette in differita di qualche minuto la ripresa televisiva del concento organizzato dai sindacati il primo maggio a piazza San Giovanni. A suo parere la decisione della Rai è il segno del Minculpop imperante nel sistema informativo italiano a causa del conflitto d’interessi del Cavaliere. Paolo Serventi Longhi è ormai ossessionato dalla missione di schierare paranoicamente la Fnsi contro il governo che tende a vedere la realtà continuamente offuscata. Se la faccenda riguardasse solo lui poco male. La sinistra è piena di brave persone in preda ad ossessione antiberlusconiana compulsiva. Il guaio è che riguarda l’intera stampa italiana. Che grazie al segretario del suo sindacato non ci guadagna di certo in credibilità ed affidabilità. D’altro canto è vero anche il contrario. E cioè che il buon Serventi Longhi può essere anche considerato come il rappresentante ideale dell’informazione conformista ed ottusa esistente nel nostro paese. Chi vuole la riprova non deve far altro che registrare il riflesso condizionato con cui i maggiori quotidiani italiani hanno riportato la notizia della bocciatura da parte degli iscritti del Likud del progetto di Premier israeliano Sharon di smantellare le colonie ebraiche nella striscia di Gaza e ritirare entro i propri confini i soldati con la stella di Davide. L’idea di Sharon non è di restare a vita Gaza a dispetto dei palestinesi. E’, al contrario, di decidere un ritiro unilaterale da una zona della Palestina in cui non passa giorno che non ci scappi il morto in seguito alle manifestazioni dei palestinesi contro la presenza dei coloni e dei soldati israeliani. La stampa politicamente corretta italiana, dunque, avrebbe dovuto dolersi della bocciatura del piano del premier israeliano. Tanto più che a favorire il voto negativo della maggioranza degli iscritti al Likud ha contribuito l’assassinio mirato di una colonia ebrea con i suoi quattro bambini. Chi vuole la pace in Palestina e la rinuncia a Gaza da parte degli israeliani, quindi, avrebbe dovuto dolersi della bocciatura di Sharon e della strage dei civili che l’ha favorita. Invece, nulla di tutto questo. La soddisfazione per la sconfessione del “falco” israeliano amico di Bush è stata più forte della logica e del buon senso. I giornali italiani hanno riportato la notizia manifestando soddisfazione per la scivolata di Sharon ed evitando articolati accostamenti tra l’esito del referendum e l’assassinio della madre con i quattro figli. |