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Appello per l’area liberalsocialista 18 giugno 2004 L’analisi dei risultati indica senza possibilità di equivoco che se si vuole evitare di consegnare il paese all’instabilità ed all’estremismo bisogna dare vita ad una grande area liberal-socialista, in grado di diventare il fattore decisivo per la stabilità del governo e per la sua la capacità di incidere ed operare concretamente. Si tratta di mettere insieme sotto forma federativa forze che, pur provenendo da tradizioni diverse, sono ormai tutte accomunate dalla convinzione che libertà individuale, diritti civili e giustizia sociale costituiscono il patrimonio indivisibile delle democrazie occidentali. E bisogna farlo nella consapevolezza che, nella evidente crisi di un sistema bipolare imperfetto ed incompiuto, non c’è tempo da perdere nell’attuazione di un progetto del genere. La flessione di un centro destra troppo sbilanciato sulle proprie ali estreme rischia di regalare la vittoria elettorale alle prossime politiche ad un centro sinistra totalmente schiacciato sui gruppi antagonisti portatori di un massimalismo antistorico e privo di qualsiasi giustificazione ideale. Si tratta di avviare immediatamente un processo che faccia le sue prove generali alle elezioni regionali del prossimo anno, per diventare poi completamente operativo alle politiche dell’anno successivo. Con l’obbiettivo non di mettere insieme pezzi sbrecciati di vecchie formazioni politiche ma di dare vita ad una aggregazione sostanzialmente nuova. Sia nelle forme che nei contenuti. In grado di diventare il solo ed unico ago della bilancia della politica italiana. Fantapolitica? Eccesso di presunzione e di ambizione per un ambiente caratterizzato da sempre da individualismo esasperato ed egoismi personali e di bandiera? Tutto può essere. Ma se i liberali, i socialisti, i radicali e gli altri laici non sono in grado di liberarsi dalle catene dei vizi storici, che almeno la condanna giunga al termine di un confronto aperto, senza reticenze in cui ognuno abbia il coraggio di assumersi le proprie responsabilità. Per questo “L’opinione delle libertà” lancia un appello alla discussione senza pregiudiziali di sorta. Non bisogna lasciarsi paralizzare dalla paura di avere coraggio. Anche di correggere i vizi del passato per contribuire ad assicurare al paese un futuro migliore. |