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Aboliamo il doppio turno 26 giugno 2004 L’unica indicazione fornita ballottaggi che domenica richiamerà al voto più di 12 milioni di italiani è che è arrivato il momento di farla finita con il doppio turno. Il meccanismo andrà pure bene in Francia. Ma nel nostro paese è solo un modo per buttare dalla finestra i soldi dei contribuenti e favorire il fenomeno dell’assenteismo elettorale. L’osservazione può apparire marginale rispetto all’attesa per i risultati definitivi delle amministrative. La Casa delle Libertà cerca la rivincita del primo turno. Il centro sinistra spera di cogliere l’obiettivo fallito alle europee: cioè di essere in grado di fare breccia nell’elettorato moderato. Ma anche se queste attese sono legittime è bene mettere in chiaro fin da ora che i risultati saranno in ogni modo viziati dall’astensionismo. E che diventa sempre più indispensabile affrontare il problema di fare piazza pulita dell’affastellamento di sistemi elettorali diversi che appesantisce la democrazia repubblicana fissando un unico sistema buono per ogni tipo di consultazione elettorale: da quella per il rinnovo di comuni, province e regioni a quella per il Parlamento nazionale. Di fronte a questa considerazione, quindi, marginale diventa il risultato politico dei ballottaggi. Certo, sarà interessante vedere se alla Provincia di Milano Ombretta Colli riuscirà a battere Penati e se la Lega tornerà ad essere determinante per il successo della Casa delle Libertà nelle regioni settentrionali. Ma questo interesse è destinato a passare in secondo piano di fronte ad un interesse di più ampio respiro che è quello di rendere sempre più credibile e funzionante il sistema democratico del paese. E questo interesse stabilisce che chiedere agli italiani di sacrificare due domeniche su quattro nella fase di avvio dell’estate è assolutamente demenziale. Perché stupirsi se poi gli stessi italiani preferiscono il mare ed i monti alle cabine elettorali? Esaurito l’interesse politico legato ai ballottaggi è dunque opportuno che non si perda tempo nell’affrontare il tema del sistema elettorale. Non per favorire questo o quello schieramento. Ma, una volta tanto, per fare un favore ai cittadini. |