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  Prima pietra della Casa Laica
6 luglio 2004

Il convegno organizzato da “L’opinione delle libertà” nella sala della Sacrestia di Vicolo Valdina vuole avere un significato preciso. Dimostrare che non è stato un esercizio verbale l’appello alla costruzione di una Casa Laica capace di conquistare il centro della scena politica del paese e correggere in meglio il bipolarismo imperfetto del nostro paese. E segnare l’avvio di un percorso concreto destinato a sostituire le parole con i fatti , le speranze con un preciso progetto politico. I laici vengono chiamati in sacrestia per passare dalle lamentazioni astratte alla concretezza. Tutti, all’interno della galassia laica e riformista, sono convinti della necessità di fornire una risposta alla crisi evidente di un sistema politico che, qualunque sia la coalizione chiamata dagli elettori a governare, è costantemente paralizzato dalle disfunzioni provocate dal bipolarismo imperfetto frutto di una legge elettorale bastarda. 

L’esperienza insegna che governi dell’Ulivo hanno aggravato i problemi del paese senza neppure tentare di affrontarli a causa del potere incontrastato di veto di Rifondazione Comunista. E che il governo di Silvio Berlusconi si è impantanato a causa dei freni o delle fughe in avanti dei singoli partiti della Casa delle Libertà decisi a svolgere a rotazione il ruolo di estremista guastatore tenuto a suo tempo nel centro sinistra da Fausto Bertinotti. Tutti i laici ed i riformisti, di conseguenza, condividono l’esigenza non solo di correggere l’attuale legge elettorale ma anche di dare vita ad una forza responsabile, che assicuri non solo la governabilità ma anche una effettiva ed efficace capacità di governo. I risultati delle elezioni europee, con i cinque milioni di voti di delusi del centro destra e del centro sinistra finiti nell’astensionismo, indicano che i presupposti per creare una forza che dia rappresentanza politica alla protesta ci sono tutti. E che le uniche tradizioni politiche e culturali che sono in grado di fornire una risposta credibile alla richiesta di responsabilità e di efficienza sono quelle laiche e riformiste.

Il nuovo Psi di Gianni De Michelis ha fornito una prima ed importante dimostrazione dell’esistenza di questa grande occasione politica. Ma adesso spetta ai liberali, ai repubblicani, ai socialdemocratici, ai radicali ed a tutti i cittadini stufi di dipendere dalle paranoie degli estremisti, fare la loro parte. Il convegno organizzato da “L’opinione delle libertà” nella sala della Sacrestia vuole essere la prima pietra della costruzione della Casa Laica. Nella prospettiva a breve, brevissimo tempo, a mettere insieme laici e socialisti e trasformarli nel l’ago della bilancia delle prossime elezioni politiche. Quelle che non saranno chiamate a sciogliere lo stucchevole dilemma della scelta tra Berlusconi e Prodi (o chi per lui) ma a decidere chi e come dovrà assumersi il compito di invertire il sempre più rapido declino del paese e far uscire l’Italia dalla crisi in cui versa dagli anni ‘90 in poi.

L’appello alla Casa Laica è stato un invito alla mobilitazione che ha trovato risposte positive. Ora è il momento di passare alla fase operativa. “L’opinione delle libertà” diventa così il motore di questo processo destinato a svilupparsi in tre fasi distinte. La prima è quella della campagna di raccolta del maggior numero di firme al nuovo ed ultimo appello per la Casa Laica che oggi presento insieme a Davide Giacalone. La seconda è quella della costituzione della Casa Laica e del suo collegamento con quella Riformista. La terza e più importante tappa di questo percorso è rappresentata dalle elezioni regionali del prossimo anno. Laici e riformisti hanno pochi mesi di tempo per federarsi e preparare liste unitarie alle prossime regionali Queste liste regionali dovranno essere incentrate, ognuna, su un “testimonial” di riconosciuto spessore e notorietà. Tutti insieme, i “testimonial”, saranno i protagonisti di una campagna elettorale che sarà regionale e nazionale insieme. E forniranno la dimostrazione vivente della capacità dell’area laica e riformista di lavorare in squadra e di esprimere la migliore classe dirigente per la prossima legislatura. Si tratta, in pratica, di cominciare una lunga marcia di due anni (o forse meno). E , visto che qualcuno deve pure compiere il primo passo, noi de “L’opinione delle libertà” abbiamo deciso di partire ed aprire la strada. Chiunque abbia voglia di seguirci è bene accetto!