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Il Cavaliere e lo scoramento 23 luglio 2004 Il voto di fiducia al governo è un segno inequivocabile che, sia pure a fatica, la maggioranza non si sfalda e continua ad andare avanti a dispetto delle divergenze esistenti tra le sue diverse componenti. I dirigenti del centro destra poggiano su questa considerazione la previsione che il futuro non riserverà sorprese negative alla coalizione guidata da Silvio Berlusconi. Ed ipotizzano che, superata la pausa estiva, il governo riuscirà ad andare avanti senza scosse particolari. Bene o male, lasciano intendere, si troverà un accordo sul federalismo. Bene o male si supererà lo scoglio del ripensamento dell’Udc sul premierato. Bene o male, concludono, la maggioranza scavalcherà uno dopo l’altro gli scogli e gli ostacoli posti sul suo cammino e riuscirà ad arrivare intatta fino alle elezioni regionali del prossimo anno. Ma a che servirà arrivare bene o male alla primavera del prossimo anno? Semplice: a perdere sicuramente le elezioni. E questo significa che un pericolo gravissimo grava sulla testa dei dirigenti della Casa delle Libertà. Quello di porsi come unico obbiettivo della propria azione politica la sola sopravvivenza della coalizione. Nella più completa ed assoluta rassegnazione all’idea che non rimane altro che vivacchiare. In attesa o di un impossibile miracolo o di una sicura sconfitta articolata in due fasi diverse. Quella delle regionali e quella successiva delle politiche. Non sappiamo se una così micidiale sindrome masochistica abbia coinvolto anche Silvio Berlusconi. Se fosse non ci sarebbe altro da fare che prepararsi al peggio. Ma se il Cavaliere è ancora immune dal morbo che sembra aver colpito molti dei suoi non può rimanere passivo a vivacchiare in attesa della propria esecuzione politica. Non essendo un fantasma non deve battere un colpo per marcare la propria presenza. Essendo il leader di un partito del 21 per cento e di una coalizione che continua ad avere la fiducia della maggioranza degli italiani deve, piuttosto, ribellarsi ad un andazzo del genere. Il suo più grande nemico non è il centro sinistra. E’ lo scoramento del centro destra. Per batterlo non deve far altro che mostrare coraggio. Anche a costo di far saltare tutto per ricostruire tutto da capo. |