torna alla
home page

ARCHIVIO

2002
marzo
febbraio 
gennaio

2001
dicembre
novembre
ottobre
settembre
agosto
luglio
giugno
maggio
aprile
marzo
febbraio
gennaio

2000
dicembre
novembre
ottobre
settembre
agosto
luglio
giugno
maggio
aprile
marzo
febbraio
gennaio

1999
dicembre
novembre
ottobre
settembre
agosto
luglio
giugno
maggio
aprile
marzo
febbraio
gennaio

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

  Fiducia e comunicazione
30 luglio 2004

Non è affatto peregrina l’idea attribuita dai giornali a Silvio Berlusconi di andare avanti a colpi di fiducia per recuperare sul troppo tempo perso nei primi tre anni di governo. Non sarà la formula magica da applicare sempre e comunque visto che non mancheranno i casi in cui non sarà necessario o non sarà opportuno forzare la mano. Ma di sicuro può essere uno strumento utile per evitare la paralisi ed il logoramento arrivando alla scadenza della legislatura avendo assolto la maggior parte degli impegni assunti con l’elettorato. Ma l’accelerazione dell’attività di governo e l’accumulazione dei risultati programmatici rischiano di non servire a nulla se a questa meritoria attività non si affianca una indispensabile campagna di informazione e di comunicazione al paese.
A che serve varare la legge sul conflitto d’interessi, la riforma sulle pensioni, la manovra economica e tutti gli altri provvedimenti positivi realizzati nel corso degli ultimi mesi se poi la comunicazione e l’informazione che si fanno di questa grande mole di lavoro è nulla o, peggio ancora, negativa? Il problema, naturalmente, non si risolve varando una campagna di pubblicità istituzionale all’insegna dello slogan “fatto”. Tanto meno rispolverando i manifesti sei per tre della campagna elettorale in cui Berlusconi indica il numero delle legge approvate o gli incidenti evitati. Di fronte ad una grande stampa che presenta in negativo qualsiasi atto del governo è necessario realizzare una strategia di rilancio dell’immagine complessiva del centro destra e del suo leader incentrata sulla ripresa, piena e potente, della sua capacità propulsiva. Certo, è difficile tornare a convincere gli italiani che il Cavaliere ha ripreso a camminare spedito in direzione della ripresa del paese se non si mette mano agli strumenti mediatici del centro destra. Da quelli televisivi a quelli della carta stampata. Ma mancano due anni alle elezioni politiche. E c’è ancora tempo per correre ai ripari. In caso contrario, però, nessuno si lamenti e se la prenda con il destino cinico e baro.