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  Lega, Udc e Pannella 
11 agosto 2004

Lega e Udc hanno immediatamente bocciato l’ipotesi di una alleanza tra la Cdl ed i radicali. E mai bocciatura così tempestiva è stata una conferma tanto evidente della piena validità del progetto di allargamento dell’area di governo ai principali rappresentanti della tradizione laica del paese. Non si era mai visto che forze di una maggioranza che rischia di perdere le prossime elezioni corressero con tanto ardore ad escludere la possibilità di allargare e rafforzare la maggioranza stessa. Qualcuno potrebbe pensare che al fondo di questa corsa ci possa essere una sindrome masochista che spinge a puntare non alla vittoria ma alla sconfitta. Prima alle regionali del prossimo anno e poi alle politiche di quello successivo. Ma le turbe psichiche non c’entrano per nulla. C’entra solo il tentativo dei partiti che godono all’interno della Casa delle Libertà di una rendita di posizione sproporzionata rispetto alla loro effettiva consistenza, di conservare ad ogni costo la propria utilità marginale. E c’entra l’idea di sottofondo che l’osso della presenza nel governo è meglio spolparlo da soli piuttosto che doverlo dividerlo con altri. 

Ad avallare questa spiegazione ci sono le risibili argomentazioni usate per silurare l’ipotesi dell’alleanza prima ancora che prenda una forma concreta. Quelle dei richiami ai valori della famiglia utilizzate dagli esponenti leghisti. E quelle della presunta incompatibilità del progetto del Ppe italiano con l’alleanza della Cdl con i radicali adoperate dai dirigenti dell’Udc. Come se nessuno sapesse che l’idea all’ordine del giorno non è quella di una fusione tra forze diverse ma solo di una intesa politica ed elettorale tra partiti che sono e vogliono continuare ad essere distinti e separati. Per fare un’alleanza non c’è bisogno di sincretismi od omologazioni impossibili. Basta un buon accordo su alcuni punti programmatici ben precisi fondato sulla lealtà ed il reciproco rispetto. Le condizioni per un accordo del genere, capace di allargare l’area di consenso della Cdl, ci sono tutte. Chi si rifiuta di prenderne atto se ne assume la responsabilità. A futura memoria.