![]() |
|
I nemici dell’Europa 25 agosto 2004 I nemici di Berlusconi accusano il Presidente del Consiglio di aver compiuto un atto di ostilità nei confronti dell’Unione Europea nel chiedere a Bush di sostenere il buon diritto dell’Italia a non essere declassata tra i paesi di serie C delle Nazioni Unite. Secondo i suoi critici il Cavaliere avrebbe dovuto consultare Francia e Germania prima di fare qualsiasi passo per evitare che il nostro paese venga escluso per i prossimi decenni dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. Ma c’è un limite alla sfrontatezza. E questa volta il limite è stato abbondantemente superato. Non risulta che la Francia abbia consultato alcun partner europeo nel proporre una riforma del Consiglio di Sicurezza dell’Onu che preveda la conferma della propria presenza. Non sulla base della sua presenza nella Ue o del suo nuovo ruolo mondiale, ma sempre e soltanto in nome della sua fortunosa associazione alla vittoria degli alleati nella Seconda guerra mondiale. E lo stesso vale per la Germania. Risulta forse a quegli esponenti del centro sinistra che fanno professione di ultraeropeismo una qualche richiesta di incontro a livello europeo del Cancelliere tedesco prima della richiesta di Berlino di ottenere una poltrona per il proprio paese nel nuovo Consiglio di Sicurezza del Palazzo di Vetro? Ed il presidente uscente della Commissione europea Romano Prodi ha mai compiuto un qualche passo presso i governi europei affinchè sul tema della riforma dell’Onu l’Europa parli con una voce sola? La verità è che la vicenda del Consiglio di Sicurezza è la riprova concreta dell’inesistenza politica dell’Europa. E, soprattutto, del fatto che i responsabili diretti dell’aborto europeo sono proprio i governi di Francia e Germania. A Chirac non passa neppure per la mente di subordinare l’interesse nazionale francese a quello dell’Unione Europa. E si tiene ben stretto quel seggio permanente che la ruota della fortuna e la petulante arroganza del generale De Gaulle hanno assicurato per sei decenni a Parigi. E lo stesso vale per Schroeder. Il Cancelliere pretende che il proprio paese continui ad essere il motore e la guida dell’Europa. Ma quando si tratta di rivendicare il diritto della Germania di superare la sconfitta della Seconda guerra mondiale di entrare a far parte del Consiglio di Sicurezza insieme con le potenze vincitrici, si disinteressa dell’Europa e si preoccupa solo di salvaguardare l’interesse tedesco.
Chi uccide l’Europa, allora? La Francia, la Germania che si muovono in base al loro “sacro egoismo” o l’Italia che chiede ai suoi cittadini di finanziare generosamente Onu e Ue senza ottenere in cambio il minimo riconoscimento del proprio ruolo tra le Nazioni Unite ed in Europa?
Giriamo gli interrogativi ai dirigenti di una sinistra tanto sciocca quanto forsennata, in particolare a Romano Prodi. E proponiamo al centro destra di lasciare la linea del “cornuti e mazziati” alla sinistra e di tornare ad impugnare apertamente la bandiera dell’interesse nazionale. Anche annunciando che d’ora in avanti i contributi dell’Italia agli organismi internazionali dovranno essere direttamente proporzionali al ruolo che verrà riconosciuto al nostro paese. |