![]() |
|
Un Parlamento da trasferire 15 settembre 2004 La mancata visita al Parlamento europeo di Strasburgo del presidente iracheno Al Yawar dipende dal tentativo del governo francese di salvare la vita dei giornalisti rapiti dai gruppi terroristici. Per rendere efficace la trattativa in atto con i rapitori, Parigi deve dimostrare di non sostenere il governo insediato a Baghdad dagli americani. Così il ministro degli Esteri francese Michel Barnier chiede il rinvio della visita del presidente dell’Iraq alla sede del Parlamento europeo per motivi di “opportunità”. E Al Yawar rinuncia a completare il suo viaggio con l’incontro con i parlamentari dell’Unione Europea. Nessuno è in grado di prevede se lo sgarbo del governo francese a quello iracheno potrà favorire la liberazione degli ostaggi. Per motivi umanitari, ovviamente, bisogna augurarsi che raggiunga il suo scopo. Ma la speranza di salvare la vita dei due giornalisti non può cancellare l’effetto politico principale del comportamento del governo di Chirac. E cioè il colpo inferto al prestigio ed alla credibilità internazionale della massima istituzione democratica dell’Unione Europea. Se l’interesse nazionale francese di salvare i suoi concittadini pone in secondo piano l’interesse dell’Unione Europea di poter accogliere nel proprio Parlamento il rappresentate di un governo extracomunitario, il risultato è evidente. Il Parlamento Ue diventa sovranità limitata in quanto collocato su un territorio, quello francese, su cui la sovranità principale è solo quella di Parigi. E l’interesse dell’Unione Europea risulta perseguibile solo se coincidente con quello nazionale francese. Se per caso, come nel caso della visita di Al Yawar, l’interesse dalla comunità europea non risulta coincidente con quello francese, a prevalere è sempre il secondo rispetto al primo. La vicenda, dunque, è un vero e proprio siluro contro l’unità europea. Di questo passo non si procede di un solo millimetro lungo la strada dell’integrazione politica. Al contrario, si torna indietro di parecchi decenni se non di un paio di secoli.
Ma Chirac non è Napoleone. E sarebbe opportuno se qualcuno incominciasse a dirlo apertamente. Magari incominciando a chiedere il trasferimento della sede del Parlamento europeo da Strasburgo ad una città posta in un paese provvisto di minore vocazione egemonica. |