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Battaglia laica sull’Onu 17 settembre 2004 La questione della legalità della guerra all’Iraq aperta dal segretario generale delle Nazioni Unite Kofi Annan solleva, a sua volta, altri due problemi. Il primo è quanto sia legittimo che il massimo esponente dell’Onu cerchi di influenzare le elezioni presidenziali degli Stati Uniti sostenendo tesi che nelle sue intenzioni dovrebbero favorire lo sfidante democratico Kerry e svantaggiare il presidente in carica Bush. La seconda, alla luce di questo fenomeno e del rischio che le Nazioni Unite diventino stabilmente uno strumento politico al servizio della burocrazia interna e dei paesi che la sostengono per i propri interessi nazionali, è quanto sia utile affannarsi a discutere sulle ipotesi di riforma dell’Onu invece di affrontare una volta per tutte il tema del superamento dell’attuale struttura del Palazzo di Vetro. La decisione di Annan di negare la legittimità dell’intervento contro Saddam apre così la questione della legittimità del comportamento dello stesso Segretario Generale. Ma molto di più, pone in termini drammatici ed ineludibili il problema del superamento dell’attuale struttura delle Nazioni Unite sempre più ostaggio e vittima dei paesi che combattono le società aperte dell’Occidente e perseguono l’obbiettivo di evangelizzare alla teocrazia antidemocratica del fondamentalismo islamico l’intero pianeta. Di Annan e delle sue scelte è inutile parlare. Invece di dimettersi in seguito allo scandalo “food for oil”, il segretario generale si è messo a giocare da supporter sciocco di Kerry senza accorgersi che in questo modo danneggia il candidato democratico e spinge l’elettore medio americano a difendere Bush dall’aggressione del terrorismo internazionale e di chi lo fiancheggia in Europa ed al Palazzo Di Vetro. Più importante, invece, è sottolineare come il comportamento illegale di Annan renda evidente che l’unica riforma possibile delle Nazioni Unite sia quella di abbandonare a se stessa l’attuale struttura.
E di dare vita ad una Lega delle nazioni democratiche rigorosamente chiusa a tutti quei paesi che non rispettano le regole della “società aperta”.
Nessuno s’illude sulla fattibilità immediata di un progetto del genere. Ma oggi, nella sala delle conferenze di palazzo Marini, si discute sulle “riflessioni laiche” sollevate dall’appello alla “Casa laica” lanciato su "L'opinione delle libertà” nei mesi scorsi da Davide Giacalone e da me stesso. E credo che tra le tante battaglie che debbono caratterizzare i laici decisi a riconquistare un proprio ruolo nella politica italiana ci debba necessariamente essere quello del superamento delle Nazioni Unite, ostaggio di chi odia a tal punto la democrazia da diventare strumento ottuso del terrorismo internazionale.
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