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Appello al “Metodo Sgarbi” 28 settembre 2004 Dopo il fallimento della lista “Liberal-Sgarbi” alle elezioni europee , Vittorio Sgarbi ha dato vita ad un nuovo movimento, chiamato “Metodo liberale”. L’obbiettivo, indicato nel corso di una manifestazione svolta la scorsa settimana, è di radunare tutti i liberali uniti dal “destino eretico ed erratico” in una nuova “Casa dei liberali”. Nell’illustrare la sua nuova creatura, il brillante critico d’arte non ha tradito la sua abitudine di essere franco fino alla brutalità. Ha escluso ogni possibile rapporto tra “Metodo liberale” ed il Nuovo Psi di Gianni De Michelis, ha definito del tutto “improbabile” l’eventualità di una qualche alleanza con i radicali di Marco Pannella, ha bocciato senza mezzi termini il disegno del Ppe italiano, non ha preso neppure in considerazione l’ipotesi di una Fedarazione tra liberali, laici e riformisti, cioè Pl, Pri , Psdi e Psi ed ha liquidato come “utopia e chimera” la proposta di una Casa Laica e Riformista lanciata da “L’opinione delle libertà”. Di tanta franchezza non ci si deve dolere. Sgarbi è Sgarbi. E’ genio e sregolatezza. Ma, soprattutto, è chiaro e trasparente come acqua cristallina. Il suo “Metodo liberale” si pone apertamente in contrasto con chiunque operi all’intermo della comune area laica e liberale ed esclude qualsiasi possibilità di collaborazione con chiunque per la semplice ragione che è “Metodo Sgarbi”. Cioè il movimento personalizzato di un personaggio provvisto di un ego gigantesco che pone se stesso al centro della scena politica italiana. E che, ovviamente, si preoccupa esclusivamente di dare soddisfazione e collocazione al proprio leader. Qualcuno sostiene che se i liberali sono eretici, erratici e fatalmente divisi ed incapaci di esercitare un qualche peso politico la colpa è proprio dell’individualismo esasperato dei personaggi come Sgarbi. Ma accusare il geniale critico d’arte di essere corresponsabile del fallimento dei progetti di unificazione liberale sarebbe un errore. Significherebbe attribuire a Sgarbi un ruolo ed una funzione politica che non esiste. Il nostro caro e brillante amico è un fenomeno mediatico. Ma con la politica non ha nulla a che spartire. A meno che non si scambi per politica l’aspirazione ad avere uno scranno ed uno stipendio da parlamentare, italiano od europeo che sia. Questo, ovviamente, non significa che il fenomeno Sgarbi non sia interessante e degno di essere preso in considerazione. Chi persegue il sogno “vano” e “grottesco” di una Casa Laica non può e non deve pensare di costruire un edificio comune incominciando ad escludere i possibili inquilini. Deve, al contrario, tenere aperte le porte a tutti quelli che credono sinceramente nei valori della libertà e della democrazia. Per questo non mi dolgo e non mi lascio intimidire dalle brutali bocciature sgarbiane. Anzi, non esito a ripetergli l’appello al dialogo ed al confronto. Nella Casa Laica c’è e ci deve essere posto per tutti. Anche per i mattocchi afflitti da ego ipertrofico! |