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I giovani di Dell’Utri 21 ottobre 2004 “Largo ai giovani!” dice Marcello Dell’Utri. Ed il suo appello sembra fatto apposta per scatenare la reazione della gerontocrazia nazionale, sempre pronta a difendersi citando Benedetto Croce e ripetendo che il compito dei giovani è solo quello di invecchiare. Ma questa inevitabile polemica tra chi propone un rinnovamento generazionale e chi difende le posizioni conquistate dalla propria generazione di ex giovani non è solo stantia. E’ sostanzialmente sbagliata. Per una ragione molto semplice. Che non basta dire “largo ai giovani” per produrre il cambiamento. Senza un meccanismo capace di organizzare e regolamentare il ricambio non c’è alcuna possibilità di realizzare un proposito così ambizioso. E non basta. Se si accetta l’idea che il ricambio generazionale non debba essere lasciato al metodo della semplice cooptazione effettuata dall’alto, è necessario stabilire anche il criterio con cui questo processo deve essere realizzato. In base a quale principio si deve consentire ad un giovane di farsi largo tra i vecchi? Quello estetico? Quello della presenza mediatica? Quello della fedeltà cieca, pronta ed assoluta? O quello della competenza? La risposta a queste domande retoriche è, ovviamente, scontata. Chi non tirerarà in ballo la competenza e la capacità e oserà affermare di preferire il rinnovamento per avvenenza, per ruolo mediatico o per disponibilità all’asservimento? Il guaio, però, è che troppo spesso le affernazioni sono contraddette dai fatti. Fino ad ora non esiste un solo meccanismo di selezione di classe dirigente realizzato dalle forze politiche organizzate del panorama politico italiano. Né il centro destra, né il centro sinistra si preoccupano di realizzare il cambiamenton generazionale applicando criteri di competenza e di capacità. Ora Dell’Utri annuncia che quanto prima Forza Italia avrà le sue Frattocchie. Ma a che serve una scuola di partito vecchio stampo quando non c’è il partito? E a che serve imparare la politica quando si proclama il primato dell’antipolitica? |