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...ma l’accordo è necessario 30 ottobre 2004 Gentile on. Mussolini, per regola personale non disprezzo mai nessuno. E per abitudine professionale dedico la massima attenzione a qualsiasi fenomeno di natura politica. Per cui non considero affatto infimo il peso della proposta politica di Alternativa Sociale di cui non mi sfugge affatto la radice proveniente dal socialismo nazionale. So bene che Lei non è disponibile a “barattare” le sue idee per “tre ospitate da Vespa”. Ma so altrettanto bene che in parecchi ambienti della Cdl molti sono certi di poterla convincere ad operare comunque un baratto. Se non con tre “ospitate” televisive, di sicuro con un pugno di collegi sicuri alle prossime elezioni. Nel mio articolo, quindi, non attribuivo a lei l’intenzione di vendersi per un piatto di lenticchie. Affermavo invece che altri si dicevano certi che alla fine sarebbero riusciti a comperarla. Non sono in grado di stabilire se Lei riuscirà ad evitare o meno baratti o vendite. Ma faccio l’analista politico da troppo tempo per non sapere che la politica è l’arte del possibile. E che tra queste possibilità esiste l’ipotesi di un futuro accordo politico tra Alternativa Sociale e Casa delle Libertà. Le alternative a questa ipotesi sono solo due. La prima è che Alternativa Sociale faccia un accordo politico ed elettorale con il centro sinistra. La seconda è che segua l’esempio della Fiamma Tricolore di Pino Rauti nel ’96 e giochi una partita formalmente autonoma ma praticamente diretta a favorire l’Ulivo ed a provocare la sconfitta del centro destra alle prossime Regionali ed alle successive Politiche. Ma il primo caso è improbabile. Non dubito che Lei sarebbe disposta a cancellare lo “strappo” del 1914. Ma escludo tassativamente che una simile disponibilità possa venire da chi di tanto in tanto ammonisce che “a piazzale Loreto c’è ancora posto!” La seconda è sicuramente più probabile. Ma, come la vicenda di Rauti insegna, non produce grandi risultati a chi la realizza. Neppure se si chiama Mussolini. Forse il mio è un eccesso di realismo. Ma io resto convinto che se rimarrà l’attuale legge elettorale logica e buon senso debbano far prevedere la possibilità di un accordo politico tra il suo movimento e la Casa delle Libertà. Ed, anzi, che questo accordo politico (che non è l’omologazione di forze dalle diverse tradizioni ed ideali ma un giusto compromesso tra le distinte posizioni dei contraenti) sia allargato sul versante opposto alle forze di tradizione laica. Sbaglio? Può essere. E sono pronto ad ammettere l’errore nel caso il mio eccesso di realismo dovesse risultare fasullo. Ma in quel caso l’on. Mussolini sarà disposta a prendersi la propria parte di responsabilità per aver consegnato l’Italia a quelli che di tanto in tanto sognano di tornare a riempire piazzale Loreto? |