![]() |
|
I laici che non la bevono 9 novembre 2004 Per fatale incapacità di analisi la sinistra italiana ed internazionale ha spiegato che la vittoria di Bush su Kerry è dipesa dalla scelta del leader repubblicano di sposare le tesi dei fondamentalisti cristiani che dai loro telepulpiti parlano alla “America profonda” e mobilitano le masse popolari più esposte alle manipolazioni. Si tratta di una tesi consolatoria che serve semplicemente a non riconoscere che il messaggio politico di Kerry è stato più debole e meno convincente di quello di Bush. E, soprattutto, a non accettare la sempre più evidente verità che la sinistra internazionale ed italiana è rimasta ferma agli anni ‘70 del secolo scorso e non riesce ad adeguare i propri canoni di interpretazione della società. Rappresenta al meglio le elitès intellettuali privilegiate formatesi in quegli anni ormai lontani ma non sa più interpretare gli umori, le necessità e le istanze più profonde delle masse popolari. Malgrado il proprio ritardo e la propria obsolescenza, però, la sinistra è ancora egemone culturalmente. Soprattutto in Italia. Così il dogma del fondamentalismo cristiano dei repubblicani americani ha fatto immediatamente scuola. E mentre la sinistra lo ha utilizzato per spiegare come l’Italia non è gli Usa e Berlusconi non ha telepredicatori a cui appellarsi, una parte della destra lo ha colto al volo per camuffarsi da telepredicatore fondamentalista nostrano e recuperare un ruolo ed uno spazio politico che sembravano definitivamente persi. In tempi diversi la sortita di Buttiglione sarebbe passata quasi inosservata.
Ma è il momento del dogma consolatorio sulle elezioni americane. Ed è anche il momento del riposizionamento nel quadro politico italiano di uomini e gruppi in vista della fine della legislatura e delle inevitabili innovazioni che verranno prodotte dalle elezioni del 2006. Con il risultato che da adesso in poi l’agenda della politica italiana sarà segnata dalla presenza di un tema, cioè quello della contrapposizione tra il neofondamentalismo cattolico ed il neofondamentalismo laicista, che in Italia è del tutto inesistente. |