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  La novità di Rutelli
10 novembre 2004

Nessuno si illude che l’imprevista apertura di Francesco Rutelli al centro destra sulla riforma della giustizia possa portare ad una qualche intesa bipartisan. I tempi per modificare la legge ormai in dirittura d’arrivo sono strettissimi. E le reazioni piccate che gli altri esponenti del centro sinistra hanno avuto alla sortita del leader della Margherita lasciano capire che non esiste alcuna possibilità concreta di arrivare ad una intesa tra maggioranza ed opposizione sulla riforma della giustizia. L’iniziativa di Rutelli, quindi, non è diretta a produrre un qualche risultato concreto sulla specifica questione del miglioramento del sistema giudiziario italiano. Serve, al contrario, a fornire un preciso segnale politico che riguarda la collocazione di Rutelli stesso. 

Sono mesi che l’ex sindaco di Roma cerca di accreditarsi come il leader dell’ala moderata e riformista di un centro sinistra sempre più sbilanciato a sinistra a causa dell’intesa tra Romano Prodi e Fausto Bertinotti. L’apertura sulla giustizia, che è il terreno tradizionale dello scontro più intenso tra maggioranza ed opposizione, quello su cui ognuna delle due coalizioni mette in gioco la propria stessa identità, costituisce l’atto finale e definitivo della operazione di accreditamento dell’esponente della Margherita. Grazie non ai riconoscimenti del centro destra ma alle critiche ed alle contestazioni del centro sinistra, Rutelli ha ormai definitivamente raggiunto il traguardo che si era prefisso. Ed è diventato il punto di riferimento chiaro ed inequivocabile dell’area moderata del centro sinistra. 

Ma con quale obbiettivo? Quello di essere l’esponente di una minoranza ristretta all’interno dell’opposizione e di incalzare costantemente il leader Prodi nella assoluta certezza di non poterne mai più prendere il posto? Oppure quello di creare le condizioni per un generale rimescolamento di carte all’interno dell’area centrista trasversale ai due schieramenti, magari da far scattare all’indomani di una sempre più probabile riforma elettorale in chiave proporzionalistica? E’ probabile che in questo momento lo stesso Rutelli non sia in grado di fornire una risposta inequivoca a simili interrogativi. In politica capita spesso che si sa quando si parte ma non si può prevedere né quando né dove si arriva. Ma se vuole stabilire “cosa farà da grande” il leader della Margherita dovrà presto o tardi uscire dall’incertezza . E compiere una scelta precisa. O in un senso o nell’altro. Da adesso ad allora, però, è bene essere consapevoli che Rutelli rappresenta solo se stesso.