![]() |
|
Un futuro per la galassia laica 18 novembre 2004 Emerge una indicazione chiarissima dal ciclo di incontri sui temi programmatici tra i rappresentanti della galassia laica e riformista promosso da “L’opinione delle libertà”. Non esiste una sostanziale diversità di vedute tra liberali, socialisti, repubblicani, socialdemocratici e radicali su nessuna delle questioni di cui si è discusso nelle settimane passate. Pieno accordo sulla politica estera, sulla politica economica, sulla giustizia, sull’informazione, sulle riforme istituzionali, sulla laicità. E, soprattutto, sia sul giudizio negativo riguardante un sistema bipolare mal costruito che rende schiavo delle proprie minoranze estremiste qualunque coalizione capace di conquistare la maggioranza, sia sull’assoluta necessità di trovare una strada capace di correggere il bipolarismo fasullo assicurando non solo la stabilità ma anche la capacità di governo del paese. L’indicazione emersa dal ciclo di incontri promosso da “L’opinione delle libertà” non si ferma qui. Il dibattito ha anche messo in evidenza che esiste una strada politica oltre quella delle riforme istituzionali per correggere il bipolarismo fasullo. E che questa strada è rappresentata dalla trasformazione della galassia laico-riformista attualmente allo stato gassoso in una formazione politica solida e concreta, in grado di annullare all’interno di qualsiasi schieramento di governo l’effetto destabilizzante delle minoranze estremiste. Si tratta, in sostanza, di dare vita ad una minoranza responsabile, capace di esprimere una classe dirigente adeguata alle necessità della società italiana, ed in grado di farsi carico del problema della governabilità efficiente del paese. Il dibattito sviluppatosi nel ciclo di incontri non è riuscito ad andare oltre questo interrogativo. Per questo si è deciso di chiudere gli incontri ponendo i rappresentanti della galassia laica e riformista di fronte al problema delle prossime elezioni regionali. Come affrontarle? In ordine sparso, decidendo ognuno caso per caso e rinunciando in partenza a dare corpo ad una esigenza avvertita da una fetta sempre più consistente dell’elettorato italiano? Oppure tentare, almeno nelle regioni in cui esistono le condizioni, di realizzare esperimenti concreti di Federazione Laica e Riformista per dimostrare al paese che esiste la possibilità di rompere la gabbia del bipolarismo fasullo? Per chi ha lanciato ormai da tempo la proposta della Casa Laica questi interrogativi hanno una risposta scontata. Costituirebbe un errore marchiano perdere l’occasione delle regionali per fornire un test, magari limitato ma assolutamente concreto, della reale esistenza di un elettorato disposto a seguire la speranza rappresentata dalla federazione dei Laici e dei Riformisti. Vorrebbe dire compromettere la possibilità di essere presenti ed incidere nelle elezioni del 2006. Cioè di sparire definitivamente dal panorama politico nazionale. Ma gli egoismi personali e di partito che caratterizzano la galassia non sono affatto superati. Esistono ancora, incidono pesantemente e se non si vuole fare dello sterile velleitarismo non si può fare a meno di tenerli in debita considerazione. Per questo “L’opinione delle libertà” non si propone di uscire dall’appuntamento odierno dell’Hotel Nazionale con la costituzione ora e subito della Federazione. Anche se le circostanze politiche generali imporrebbero di essere in campo immediatamente, è logico presumere che ci vorrà ancora del tempo prima di dare una dimensione nazionale al progetto federativo. Il nostro giornale, però, non rinuncia al ruolo che si è dato di battistrada del progetto della Casa Laica e Riformista. Per questo si pone come nucleo centrale di un Comitato per la stesura del programma della futura Federazione aperto alla partecipazione dei rappresentanti dei partiti e delle forze della galassia laica e socialista. Con l’impegno di presentare il risultato del lavoro svolto alle assise congressuali di tutte quelle forze politiche che si vorranno porre il quesito se aderire o meno alla Federazione. E si impegna a promuovere e sostenere in alcune regioni, a partire dal Lazio e dalla Lombardia, la formazione di liste laico-riformiste. Per dare vita ad un test politicamente significativo in vista delle politiche del 2006. |