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  La strada giusta
19 novembre 2004

Questa volta l’interesse generale della coalizione è stato più forte degli interessi particolari dei singoli partiti. E, soprattutto, Silvio Berlusconi ha deciso di farla prevalere anche a costo di mandare tutto all’aria utilizzando fino in fondo gli obblighi e le prerogative che gli sono imposte dal proprio ruolo di leader della Casa delle Libertà.
La linea del taglio dell’Irperf e dell’Irap a partire dal 2005 ha avuto la meglio su quella della spesa pubblica a fini clientelari. La nomina di Gianfranco Fini a ministro degli Esteri è il sugello del nuovo indirizzo assunto dalla compagine di governo. E da adesso in poi è auspicabile che Berlusconi continui ad esercitare fino in fondo il suo ruolo di leader e che gli egoismi di parte continuino ad essere messi da parte in nome dell’interesse collettivo.

Il dato che deve spingere il centro destra a seguire rigidamente simile impostazione è quello fornito dai risultati delle elezioni europee e ribadito ancora una volta dagli ultimi sondaggi. Una parte di chi ha votato per la Casa delle Libertà nel 2001 è deluso e tende a rifugiarsi nell’astensione. Ma non scavalca il confine del bipolarismo. Non passa in alcun caso al centro sinistra. Aspetta ancora segnali dai partiti del centro destra. E lascia intendere che può essere disponibile a superare la disillusione ed a perdonare gli errori se in questi due anni finali della legislatura il governo ed i partiti che lo esprimono saranno capaci di rispettare gli impegni. A partire da quello sulla riduzione delle tasse.

Ma è sufficiente l’annuncio della riduzione dell’Irap e dell’Irpef a partire dal 2005 per far scattare il processo del ritorno all’ovile dell’elettorato disperso nell’astensione? La risposta è sicuramente negativa. Accanto al rispetto degli impegni sulla riduzione delle tasse ci deve essere una dimostrazione costante di unità e di compattezza da parte della maggioranza. E, soprattutto, ci vuole il coraggio di parlare chiaro al paese sulla necessità di rimboccarsi le maniche ed impegnarsi allo spasimo per invertire il declino dell’economia nazionale. Basta con l’ottimismo di facciata! E’ il momento dell’appello alle responsabilità. Del governo ma anche di tutte le forze politiche e sociali e degli stessi cittadini. Nella consapevolezza che per risvegliare gli entusiasmi sopiti è necessario impegnare la società italiana su grandi battaglie. Come quelle per il cambiamento e contro il declino.