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L’impegno de “L’opinione” 3 dicembre 2004 Due sono le grandi questioni al centro del congresso dei liberali che si apre oggi a Roma. La prima riguarda la sottoscrizione dell’atto di rinascita del Pli ad undici anni di distanza dallo scioglimento avvenuto sotto l’incalzare della cosiddetta rivoluzione giudiziaria. La seconda consiste nell’avvio di quel percorso proposto da “L’opinione delle libertà” all’indomani delle elezioni europee e che dovrebbe portare alla formazione di una Federazione tra liberali, repubblicani, socialdemocratici e socialisti ed alla costruzione di una Casa Laica e Riformista. Le due questioni sono strettamente connesse. Nessuna Casa Laica può essere messa in piedi se manca uno dei suoi pilastri fondamentali, cioè quello liberale. Al tempo stesso nessun atto di rinascita del Pli appare credibile se non è proiettato verso una prospettiva più ampia e più ambiziosa. Quella di una aggregazione politica che non sia solo la somma di quattro sigle antiche (tanto più che in politica le addizioni troppo spesso danno risultati inferiori a quelli dal calcolo matematico). Ma che sia un soggetto politico nuovo in grado di parlare con l’opinione pubblica del paese il linguaggio non del passato ma quello del tempo presente. I dirigenti liberali sembrano condividere questa linea. Non a caso nel logo del congresso hanno inserito il riferimento alla “Casa dei laici” accanto al nuovo simbolo del Pli. Ed è importante che siano i primi a discutere e ad approvare nell’assemblea della ricostituzione formale del Pli il percorso destinato a sfociare nella Federazione e nella Casa Laica e Riformista. Il loro esempio serve da modello e da sprone per i successivi congressi del Psi di Gianni De Michelis e del Pri di Giorgio La Malfa. Ed una spinta iniziale di marca liberale rappresenta un buon viatico per l’impresa. Un pericolo, però, grava sul congresso del Pli e su quelli successivi del Psi e del Pri. Quello che il richiamo delle singole radici e le suggestioni della nostalgia abbiano la meglio sulla consapevolezza che la posta in palio non è il ritorno al passato ma la rincorsa verso il futuro. Il compito de “L’opinione delle libertà” è di bandire, denunciare e tenere costantemente lontano un pericolo del genere. Ed incalzare le diverse componenti della galassia laica sulla necessità di parlare il linguaggio di oggi e non quello di ieri. A questo impegno non intendiamo rinunciare. Con tutta la testarda tenacia di cui abbiamo dato ampia prova in questi ultimi undici anni. |