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La parola torna a Ciampi 1 marzo 2005 E’ un film vecchio quanto il cucco quello del Colle irato che lancia tuoni e fulmini all’indirizzo di Palazzo Chigi! Talmente ripetitivo da risultare non tanto stantio quanto del tutto inverosimile. Ed, infatti, non appena il Quirinale ha replicato con inaspettata durezza ad una banale osservazione di Silvio Berlusconi sulle “sirene della sinistra” nei confronti del Capo dello Stato, subito è scattata una corsa forsennata all’interpretazione autentica della vicenda. A sinistra si è immediatamente scambiato il desiderio per realtà e si è gridato allo scontro istituzionale. A destra si è ipotizzato che il Presidente della Repubblica sia stato indotto alla sproporzionata sortita da qualche consigliere nemico del centro destra. E qualcuno ha addirittura incominciato a parlare di avvio per tempo della campagna per il Quirinale con annessa candidatura al secondo mandato per Carlo Azeglio Ciampi. L’immediato chiarimento fornito da Berlusconi ha stemperato la tensione ma non ha affatto dissipato il clima di interrogativi sulle cause recondite dell’incidente. Ed è proprio da questo che si deve partire se si vuole dare una corretta interpretazione della faccenda. Non siamo di fronte ad uno scontro istituzionale e neppure ad un ritorno al passato contrassegnato dalla scalfarizzazione dell’attuale Capo dello Stato. Molto più semplicemente siamo di fronte ad una spia di una situazione politica che risulta eccessivamente deteriorata rispetto alle normali scadenze della legislatura. Quei consiglieri del Colle che tentano di scalfarizzare Ciampi sono probabilmente convinti che le prossime elezioni regionali potrebbero innescare un processo di destabilizzazione della maggioranza. E contano di ripetere le esperienze del passato lanciando qualche fulmine ben assestato su palazzo Chigi dall’altro di Monte Cavallo. iceversa quei dirigenti della sinistra che premono per lo scontro istituzionale sono talmente ossessionati dalla paura di andare incontro ad una nuova sconfitta elettorale, prima regionale e poi nazionale, da arrivare addirittura ad ipotizzare un secondo mandato per Ciampi pur di bloccare la possibile ascesa di Berlusconi alla Presidenza della Repubblica. Tanto nervosismo è sicuramente ingiustificato. Quantomeno perché prematuro. Ma visto che esiste è bene che venga eliminato prima di qualche danno irrecuperabile. Berlusconi ha fatto la sua parte. Ora tocca a Ciampi. Che ai suoi consiglieri deve far capire la necessità di non sminuire in alcun modo la grandezza del proprio settennato. Quella di non aver seguito l’esempio di Scalfaro e di essere stato il Presidente di tutti gli italiani. |