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Le squadre che vanno cambiate
6 aprile 2005 Se la squadra che vince non si cambia, quella che perde deve essere obbligatoriamente modificata. La regola vale nello sport ma anche, e soprattutto, nella politica. La Cdl ha perso le elezioni regionali. Ed ora la squadra che ha sulle spalle la responsabilità della sconfitta deve essere necessariamente cambiata. Ma di quale squadra si parla? In primo luogo di quella del governo. Nessuno chiede la crisi o, peggio, lo scimmiottamento di quanto fece il centro sinistra dopo la sua sconfitta alle regionali. L’attuale esecutivo guidato da Silvio Berlusconi deve arrivare al termine della legislatura. Secondo il mandato chiesto ed ottenuto dalla maggioranza degli italiani nelle elezioni del 2001. Niente crisi, quindi, o peggio, sostituzione in corda del Presidente del Consiglio. La leadership del Cavaliere non si tocca così come gli attuali vice presidenti del Consiglio, Gianfranco Fini e Marco Follini, vanno assolutamente confermati ai loro posti. Ma il tempo dei tecnici deve considerarsi finito. E’ il momento della massima assunzione di responsabilità politica da parte della classe dirigente del centro destra. E questa responsabilità deve tradursi in precisi incarichi di governo. La Cdl ha un anno di tempo per tentare di invertire l’orientamento in atto favorevole al centro sinistra. E se vuole tentare di realizzare una impresa così ardua non può continuare ad affidare le proprie sorti a chi non ha sensibilità e responsabilità di tipo politico. Ai ministri tecnici vanno tutti i ringraziamenti del caso. Ma ora tornino alle loro normali occupazioni lasciando alla politica il compito di colmare il vuoto politico esistente nell’azione di governo. La squadra da modificare, però, non può riguardare solo l’esecutivo. I partiti della coalizione non possono evitare di compiere un esame delle proprie eventuali colpe, carenze, inefficienze. Il gioco dello scaricabarile non serve. E’ necessario, al contrario, avviare una seria analisi degli errori commessi e di chi li ha compiuti. Questo processo di autocritica riguarda tutte le forze del centro destra. Ma investe soprattutto Forza Italia. Il partito di maggioranza relativa della Cdl è quello che ha subito le perdite più consistenti nelle regioni più importanti del paese. I suoi quadri dirigenti non possono continuare a fingere che non sia successo nulla contando sulla nota ritrosia di Berlusconi a dare dispiaceri agli amici ed ai collaboratori. E’opportuno che compiano un atto di coraggio personale e di autentica amicizia e dedizione nei confronti del cavaliere, presentando le dimissioni in blocco, azzerando tutte le cariche interne e mettendo così Berlusconi nelle condizioni di ricostruire tutto da capo. Per rivincere nel 2006 non c’è che una strada. Questa. |