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Nuovo appello alla galassia laica e liberale
1 giugno 2005 Venerdì Alfredo Biondi e Raffaele Costa riuniscono a Roma i liberali popolari di Forza Italia per discutere del partito unico della Casa delle Libertà e del ruolo che le forze d’ispirazione liberale dovrebbero svolgere all’interno della nuova formazione politica. La scorsa settimana il Pli guidato da Stefano de Luca ha riunito il suo Consiglio Nazionale per analizzare i risultati elettorali e discutere di quali possono essere le prospettive dei liberali che non fanno parte di Forza Italia e che ruotano attorno alla galassia del centro destra. Le due riunioni sono il segno di un fermento importante in atto sia all’interno dello schieramento moderato, sia in quella terra di nessuno tra centro destra e centro sinistra in cui sono finiti alcuni rappresentanti dei partiti di tradizione risorgimentali crollati insieme alla Prima Repubblica. Sotto la spinta della battaglia referendaria l’area che un tempo veniva definita laica incomincia a rendersi conto di avere un ruolo politico sempre più declinante all’interno del sistema bipolare. Ed avverte la necessità di riconquistare le posizioni perdute. Non solo perché manca solo un anno alle elezioni politiche generali. E per chi ha l’ambizione di mantenere le posizioni del presente o ritornare ad essere ciò che si era in passato è il momento di incominciare a muoversi. Ma anche perché l’assenza di un’area laica e liberale capace di fare da contrappeso agli estremismi che condizionano il bipolarismo incompleto si fa sempre più sentire. Nel centro destra appare sempre più evidente che la delusione degli elettori dei ceti medi delle grandi aggregazioni urbane dipende dalla mancancanza di una forte presenza liberale in grado di bilanciare le spinte stataliste o clericali preponderanti nella coalizione. Nel centro sinistra si incomincia a prendere coscienza che se le formazioni centriste non vogliono subire l’egemonia della sinistra debbono evitare l’arroccamento attorno al popolarismo progressista e debbono necessariamente aprirsi al confronto con il mondo laico. Nella terra di nessuno, infine, rinviata a data da destinarsi la prospettiva di una revisione in senso proporzionalistico della legge elettorale, rispunta l’esigenza di passare dalla testimonianza alla presenza politica nelle istituzioni. Per non disperdere un patrimonio di cultura, di tradizioni ed esperienza di cui il paese non può fare a meno in un momento di difficoltà come quelle attuali. |