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  La fame delle rockstar e quella degli africani
2 luglio 2005

Possiamo stare tranquilli. Claudio Baglioni ha annunciato che non seguirà l’esempio di Vasco Rossi e di Eros Ramazzotti. Non diserterà il concerto del 2 luglio del Circo Massimo dedicato al tema della solidarietà e degli aiuti per i paesi poveri dell’Africa. E se ci sarà lui, il campione del disimpegno degli anni ’70, ogni altra defezione è oscurata ed il concerto è salvo. L’ironia è obbligatoria per commentare una vicenda così intrisa di conformismo ed ipocrisia da nauseare anche chi è sempre stato sulla barricata delle battaglie per il Terzo Modo oppresso e sfruttato dall’Occidente capitalista. Il concerto del Circo Massimo è una delle tappe di quella specie di canta-mondo che si terrà in otto diverse città dei paesi ricchi ed industrializzati allo scopo di premere sul G8 del 6 luglio fissato in Scozia per aiutare l’Africa ad uscire dalla povertà. Ma, soprattutto, è la goccia che dopo trent’anni di buoni sentimenti profusi a piene mani in favore delle vittime del passato colonialismo ha fatto traboccare il vaso. Finalmente qualcuno si accorge che dietro tanta bontà è sempre esistita una accorta operazione commerciale tesa a promuovere dischi, video e qualsiasi altro prodotto commerciale del cosiddetto sar-system.

Contemporaneamente qualche altro si rende conto che le lotte per l’azzeramento del debito dei paesi africani non hanno più senso visto che i governi occidentali hanno accolto le richieste delle loro rockstar guidate dal cantante degli U2 Bono. Nello stesso tempo altri ancora scoprono che la maggior parte degli immensi aiuti finanziari dati negli ultimi quarant’anni dai paesi occidentali a quelli africani sono serviti solo ad arricchire ed a consolidare al potere i dittatori più feroci e sanguinari del continente nero. E non manca chi si accorge e tira alla luce le cifre di questa truffa gigantesca che le oligarchie criminali dei paesi poveri hanno compiuto ai danni dei rispettivi popoli grazie al combinato disposto di stolida buona fede e protervo interesse personale dei più viziati personaggi dello spettacolo del mondo occidentale.

E non basta. Una volta che la goccia ha fatto traboccare il vaso della falsa solidarietà incomincia ad emergere anche un’altra e più pesante responsabilità. Quella di chi parlando di pace e di amore è stato complice dei massacri realizzati ai danni delle popolazioni inermi dai governi corrotti pronti ad ogni nefandezza pur di continuare ad incassare il bengodi alimentato dagli imbecilli dell’occidente. Quei pacifisti sono complici dei carnefici. Come loro hanno le mani sporche di sangue. Ed anche se riempiono le piazze e gli stadi delle città dei paesi ricchi fornendo emozioni ed evasione alle giovani generazioni alienate dell’occidente, sono corresponsabili dei misfatti degli ultimi quattro decenni.

Non si tratta di giudizi troppo severi. E c’è un argomento che lo chiarisce in maniera inequivocabile. I concerti del “Live 8” sono previsti a Roma, Londra, Philadelphia, Berlino, Parigi, Johannesburg, Tokio e Toronto. Le rockstars gireranno in mondo a predicare pace, amore e aiuti all’Africa. Ma si guarderanno bene dal fermarsi in un qualsiasi paesino delle zone rurali della Francia. Se lo facessero dovrebbero spiegare ai villani che per eliminare la fame degli africani basterebbe eliminare gli aiuti che la Ue assicura all’agricoltura francese ed i dazi con cui la stessa Ue blocca alle frontiere i prodotti del continente più povero del mondo. Ma se lo facessero le rockstars dovrebbero vedersela con le roncole ed i forconi dei paesani di Chirac. Così preferiscono continuare ad essere ipocriti e complici dei dittatori. Con l’esibizione della bontà si imbroglia meglio!