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Le
due facce delle critiche a Ciampi 6 luglio 2005 Va condannata senza mezzi termini la rumorosa contestazione realizzata dagli euro-parlamentari leghisti a Strasburgo ai danni del presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi. Scegliere un palcoscenico internazionale per un motivo di cortile e di bottega, cioè la conferma che la Lega imposterà la propria campagna elettorale del 2006 sulla critica dell’euro, è fin troppo criticabile. Sia perché l’uso strumentale di istituzioni, sia pure sovranazionali, indica scarsa considerazione per ogni tipo di istituzione. Anche quelle locali o padane che siano. Sia perché la Lega è un partito che fa parte del governo italiano. Ed una forza politica con responsabilità di guida del paese non può permettersi di manifestare disprezzo per l’istituzione parlamentare europea e per il massimo rappresentante delle istituzioni nazionali. Ciò detto va però sottolineato che ai rappresentanti leghisti si può rimproverare il metodo ma non si può mettere in discussione il diritto a discutere sulla sostanza del problema. L’euro e l’Europa del centralismo burocratico di Bruxelles non rappresentano un tabù intoccabile. E nessuno può negare agli esponenti della Lega la facoltà di mandare all’aria il tabù dicendo peste e corna dell’euro e della Ue nella versione prodiana. Nello stesso tempo, se il presidente della Repubblica non deve essere fatto oggetto di sceneggiate elettoralistiche a Strasburgo, non si può neppure impedire che l’operato politico di Carlo Azeglio Ciampi prima dell’avvento al Quirinale possa diventare oggetto di discussione politica. La carica istituzionale ed il rispetto che si deve alla massima autorità dello stato non possono diventare il pretesto per togliere artificiosamente dal dibattito temi ed argomenti legati all’attività passata del capo dello Stato. Prima di salire al Colle, Ciampi è stato Governatore della Banca d’Italia, più volte ministro ed infine anche presidente del Consiglio. Può essere che la sua attività passata sia stata esente da errori di qualsiasi tipo. Ma non può minimamente essere che la sua attività presente impedisca di analizzare e, se del caso, criticare quella precedente. E’ la democrazia. E non solo non ci si può fare niente. Ma ci si deve anche abituare. Per la semplice ragione che se la Lega ha deciso di trasformare la contestazione dell’euro nel proprio cavallo di battaglia elettorale, le critiche a quanto Ciampi ha fatto in favore della moneta unica diventeranno uno dei temi ricorrenti della prossima campagna elettorale. |