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La
Cisl che applaude il nulla
7
luglio 2005
L’assemblea
dei delegati della Cisl ha fischiato il ministro del Lavoro Roberto
Maroni ed ha salutato con applausi (pochi, per la verità) Romano Prodi.
A stretto rigore di logica (e non di appartenenza politica) avrebbe
dovuto tenere il comportamento opposto. Applausi (magari tiepidi) per
Maroni, che può comunque rivendicare il merito della riforma del
mercato del lavoro ispirata da Marco Biagi. E, magari, una buona dose di
fischi a Prodi che nei suoi venticinque anni di attività ai massimi
livelli del paese, da ministro, da presidente dell’Iri, da Presidente
del Consiglio e da Presidente della Commissione Europea, ha pesantemente
contribuito ad aggravare le condizioni generali dei lavoratori.
Ma i delegati Cisl hanno la memoria corta. E, soprattutto, sono troppo
condizionati dalla loro collocazione politica vicina al centro sinistra,
per poter adottare comportamenti ispirati alla logica. Così hanno
fischiato Maroni manifestando la loro protesta per l’operato del
governo. Ed hanno applaudito Prodi dando al leader dell’Unione ampio
credito per il futuro. Ma su quali elementi poggia tale credito? Il
passato, come si è visto, non può essere. I lavoratori di Arese, ad
esempio, non possono aver dimenticato il regalo fatto loro da Prodi al
tempo della vendita dell’Alfa Romeo alla Fiat. Ed il quadro diventa
ancora più drammatico se questi stessi lavoratori pensano al futuro che
il capo del centro sinistra prospetta loro.
Questo futuro, infatti, al momento è una sorta di buco nero. Che
farebbe Romano Prodi una volta rientrato a Palazzo Chigi? La domanda è
senza risposta da mesi. E quelli stessi, a cominciare da Savino Pezzotta,
che criticano il governo e tornano ad invocare le elezioni anticipate
per evitare un altro anno di paralisi governativa, non sanno fornire
lumi in proposito. Quale programma cercherebbe di realizzare Romano
Prodi se per un misterioso incantamento potesse tornare subito alla
guida del governo come auspicano i sindacati e gli imprenditori di Luca
Cordero di Montezemolo? Il mistero è fitto. E neppure Prodi è in grado
di fare luce. Per la semplice ragione che un programma del centro
sinistra non esiste. E, se anche dovesse esistere, non si potrebbe
discostare dall’idea di introdurre una patrimoniale camuffata per
ridistribuire le poche risorse ricavabili a vantaggio delle casse
integrazione per i lavoratori delle aziende disastrate e fuori mercato.
Si può applaudire il nulla? Il congresso della Cisl lo ha dimostrato. A
conferma del drammatico pericolo che incombe sul sindacato. Quello di
finire nel buco nero del centro sinistra e scomparire. Ovviamente nel
nulla.
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