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La grande
paura della sinistra 3 agosto 2005 Non so se Romano Prodi reagirà in qualche modo all’accusa mossagli da Francesco Cossiga di essere un “vile” ed un “cialtrone” per la dichiarazione rilasciata in occasione della commemorazione della strage alla stazione di Bologna. Presumo che il “professore” si comporterà come ha fatto ogni volta che l’ex presidente della Repubblica lo ha attaccato e lo ha ricoperto di insulti e di contumelie. Incasserà in silenzio evitando di entrare in una polemica da cui potrebbe uscire decisamente malconcio. E’ singolare, infatti, che chi è stato presidente del Consiglio per lunghi anni ed in un periodo successivo alla strage se la prenda con i governi che avrebbero posto il segreto di stato sul tragico massacro. Nessuno impediva all’attuale leader dell’Unione di togliere il segreto di stato. Per cui non è indifferente chiedersi, come ha fatto con la solita irruenza Cossiga, perché non lo abbia fatto quando avrebbe potuto. Forse perché non avvertiva la necessità di fare chiarezza sulla vicenda svelando i mandati della strage? O forse perché sapeva che una volta tolto il velo del segreto sarebbe spuntata fuori una verità che avrebbe spazzato via la versione politicamente corretta della strage fascista sancita dalle sentenze della magistratura bolognese? Ed è ancora più interessante chiedersi perché mai, dopo non aver fatto ciò che avrebbe dovuto e che rimprovera agli altri, Prodi abbia deciso di approfittare dell’anniversario della bomba alla stazione per rilasciare una esternazione di cui nessuno avvertiva il bisogno. Forse perché è impegnato nella campagna elettorale delle primarie del centro sinistra e deve cercare di garantirsi il voto della sinistra oltranzista strappandola a Fausto Bertinotti? Presumo che il “professore” lascerà aperti tutti questi interrogativi. Incassato il risultato di aver lisciato il pelo agli oltranzisti della propria parte politica, Prodi si guarderà bene dal fornire una qualche risposta. Al leader del centro sinistra non interessa la verità, Interessa solo il proprio “ritorno” ed “utile” personale. Ma è proprio l’atteggiamento di Prodi che trasforma in un vero e proprio caso politico ciò che è avvenuto a Bologna in occasione della celebrazione dell’anniversario della strage. Non parlo dei fischi a Giulio Tremonti, che sono l’ennesima conferma di come la sinistra estremista continui imperterrita a strumentalizzare il dolore dei familiari delle vittime. Parlo del furibondo e disperato rifiuto dei rappresentanti di questa sinistra di fare un minimo di luce sul grande buio che grava ancora sulla strage. Perché Prodi tace? Perché i suoi sostenitori si oppongono ai tentativi di strappare i segreti che avvolgono il massacro della stazione? La sinistra ed il suo leader hanno paura della verità. Ed è per questo che il centro destra dovrebbe impegnarsi allo spasimo per portarla finalmente alla luce. Mai come in questo caso, infatti, la verità sarebbe rivoluzionaria. E destabilizzante. Per Prodi e per la sua sinistra! |