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  Il Corriere della spazzatura
4 agosto 2005

Sarà pure vero, come ha scritto il gip di Milano Clementina Forleo, che i vari Ricucci, Coppola, Gnutti e Fiorani abbiano compiuto degli atti di “pirateria finanziaria” con la copertura ed il beneplacito del governatore della Banca d’Italia, Antonio Fazio. Ma non è quantomeno singolare che la campagna di condanna e sdegno nei confronti di questa presunta pirateria venga condotta e portata avanti dal Corriere della Sera, il quotidiano che il “bucaniere” Ricucci vorrebbe scalare in compagnia dei suoi colleghi immobiliaristi? E non è bizzarro, se non addirittura vergognoso, che sia proprio lo stesso giornale di via Solferino a rappresentare la lancia di punta dell’assalto al governatore della Banca d’Italia con la pubblicazione di paginate su paginate di verbali di intercettazioni telefoniche fatte in spregio della legge e della civile convivenza?

Questi interrogativi vanno sollevati non per trovare diversivi in difesa della posizione di Fazio o di Fiorani. Le questioni politiche e giudiziarie di questi due personaggi ed il conflitto d’interessi del Corriere della Sera si collocano su due piani diversi. E non vanno minimamente mescolati. Ma come ci si strappa le vesti per gli errori della Banca d’Italia e le eventuali malefatte dei “pirati” così non si può tacere di fronte all’uso strumentale del principale organo d’informazione del paese. Chi non ha interessi diretti nella vicenda non può nutrire simpatie di sorta nei confronti dei capitalisti del salotto buono o dei loro avversari immobiliaristi. Fanno tutti parte della categoria degli avventurieri che cercano di fare soldi con il concorso sottobanco delle istituzioni e sulle spalle dei cittadini. E non meritano alcuna difesa d’ufficio. 

Detto questo, però, non si può tacere di fronte ai riflessi che la lotta tra bucanieri di varia estrazione produce nel mondo dell’informazione italiano. I media nazionali non godono di grande credibilità nei confronti dell’opinione pubblica del paese. Appaiono sempre più comprati e venduti, secondo il titolo di un vecchio libro dedicato alla stampa di Giampaolo Pansa. E tendono a poggiare la propria autorevolezza solo sulla propria autoreferenzialità. In questa luce le paginate di intercettazioni del Corriere della Sera non sono soltanto una dimostrazione lampante di conflitto d’interessi. Sono soprattutto un atto di incredibile autolesionismo. Giornalismo spazzatura!