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  La rivolta dei sindaci irresponsabili
5 ottobre 2005

Il primo è stato Walter Veltroni. Per protestare contro i tagli alle spese eccessive degli enti locali ha minacciato di ridurre i già scarsi autobus romani e di spegnere i lampioni che illuminano la città. Il suo esempio ha trovato immediati imitatori. Il sindaco di Genova Giuseppe Pericu, quel bell’esemplare di amministratore che non ha battuto ciglio di fronte alla devastazione della propria città ad opera dei no-global del G8, ha minacciato di rassegnare le dimissioni. Ed ha invitato tutti gli altri sindaci di giunte di sinistra a seguirlo su questa strada dell’aventinismo locale. Per mettere il governo in ginocchio e costringerlo a ritornare sui propri passi. Ma le dimissioni proposte da Pericu non sono l’arma più forte della protesta antitremontiana. C’è un sindaco che ha avuto una pensata ancora più pensata. 

A Bologna, ha annunciato l’ex segretario della Cgil Sergio Cofferati, l’amministrazione reagirà alla finanziaria del centro destra tagliando gli stanziamenti alle scuole private. Come dire che per fare dispetto a Silvio Berlusconi il sindaco ex sindacalista se la prenderà con i bambini. Ovviamente non quelli delle scuole pubbliche, considerati figli del popolo. Ma quelli degli istituti privati, tornati ad essere figli dei nemici di classe.
Che dire di fronte a tanta vergognosa imbecillità? La risposta è tutta nella domanda. Ma, purtroppo, non serve. Dare del cretino a chi vuole spegnere la luce o prendersela con i bambini è una ben scarsa soddisfazione. Oltre all’insulto, che quando serve non può essere negato, ci vogliono comportamenti politici. E questi debbono essere adottati non solo dal governo ma anche degli stessi cittadini. 

Il primo deve prendere in parola il sindaco di Genova. Non solo accettando di buon grado le sue dimissioni e quelle di chi vorrà seguirlo sulla strada dell’aventinismo all’ombra del campanile. Ma soprattutto reagendo agli atti di ribellione ad una scelta obbligata fatta da un governo considerato nemico (se fosse stato amico, come i no-global, Pericu avrebbe incassato sorridendo) con misure adeguate. Cioè con i commissariamento dei comuni. A loro volta i cittadini non possono rimanere inerti di fronte agli atti illegali dei propri amministratori. Veltroni vuole ridurre autobus e spegnere la luce perché si rifiuta di ridurre gli stanziamenti alla gigantesca rete clientelare costruita attorno al suo programma di cultura effimera? Venga chiamato a risponderne di fronte al magistrato. Cofferati pretende di calpestare la Costituzione stabilendo che a Bologna ci sono cittadini di serie A e di serie B? Venga perseguito penalmente. Ovviamente con la speranza che ci sia “un giudice a Bologna”!