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Il rischio
delle primarie in Parlamento 6 ottobre 2005 E’ probabile che ancora una volta Silvio Berlusconi si sia fatto trascinare dalla propria foga. La sua minaccia di considerare sciolta la Cdl e chiusa la legislatura in caso di mancata approvazione della legge elettorale proporzionalistica, sembra fatta apposta per alimentare cattivi pensieri ai suoi nemici presenti all’interno del centro destra. Chi non lo vuole più leader della coalizione e chiede le primarie per scegliere il nuovo candidato Premier, può essere tentato di usare la legge elettorale come primarie surrettizie. E’ vero che mandare a monte il ritorno al proporzionale vuole dire andare alle elezioni anticipate. Ma è altrettanto vero che per chi vuole chiudere l’era berlusconiana nel centro destra questo prezzo non appare così salato. Il rischio che le vere primarie della Cdl si tengano in Parlamento è, dunque, molto alto. Può capitare con il provvedimento sul ritorno alla proporzionale oppure con la devolution o con la ex Cirielli. Nelle prossime settimane ogni occasione può essere quella buona. Di qui il clima di estrema tensione e di enorme incertezza che grava in questi giorni sui partiti della compagine governativa. Ma accanto a questo rischio incomincia a profilarsi anche una diversa consapevolezza. Se la maggioranza riesce ad impedire che le sue primarie si celebrino in Parlamento, il recupero sulla sconfitta annunciata in tutte le salse non solo è possibile ma anche probabile. Anche chi punta a liquidare Berlusconi si rende conto che se la tenuta della maggioranza non viene confusa con il problema della leadership della Cdl, la partita elettorale torna ad essere aperta. Romano Prodi è in evidente affanno. E con lui l’intero circo Barnum di partiti e partitini che affollano l’area del centro sinistra e che sono sempre più caratterizzati dalla totale incomunicabilità politica e programmatica.
Può la ritrovata speranza di tenuta elettorale e, magari, di nuova vittoria, cancellare la tentazione di fare le primarie con la ex Cirielli, o con la legge elettorale o con la devolution? La logica lascerebbe credere che la risposta sia scontata. Ma poiché non c’è limite all’umana follia, perché il Cavaliere non aiuta la logica ponendo una barriera tra impegni parlamentari e rilancio della propria leadership? Il come è fin troppo semplice. Visto che non ha alternative fissi lui data e modalità delle primarie della Cdl. Ed accenda il motore della sua macchina elettorale per una campagna all’americana diretta alla doppia riconferma. Alla guida del centro destra ed alla guida del governo del paese! |