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Il Quirinale
la sinistra il proporzionale 8 ottobre 2005 Non sarà difficile per gli esperti della Cdl superare le perplessità manifestate dal Quirinale sulla costituzionalità di alcuni punti specifici della legge elettorale proporzionale dalla prossima settinana in discussione alla Camera. Non sarà difficile perché le perplessità sono di natura tecnica. E sul terreno della tecnica giuridico-costituzionale l’esperienza insegna che ogni problema ha sempre una soluzione a portata di mano. Ma non sarà difficile soprattutto perché queste difficoltà tecniche non poggiano su una qualsiasi pregiudiziale di natura politica. Intendiamoci, è probabile che Carlo Azeglio Ciampi ed i suoi consiglieri siano a favore del maggioritario e contro il ritorno del proporzionale. Ed è ancora più possibile che anche all’interno del Quirinale ci sia qualcuno che aveva già fatto la bocca con una schiacciante vittoria della sinistra alle prossime politiche grazie al Mattarellum. Ma queste legittime considerazioni non riescono a diventare un ostacolo politico insormontabile. Per la semplice ragione che se la sinistra non temesse di vedersi strappare da sotto il naso la prennunciata disfatta elettorale del Cavaliere, la legge con il ritorno al proporzionale troverebbe in Parlamento una maggioranza addirittura straripante. Non c’è bisogno di citare il coraggioso articolo di Riccardo Barenghi sulla “Stampa” per sottolineare come il vento proporzionalistico spiri gagliando e potente all’interno del centro sinistra. La realtà è che buona parte del centro sinistra è favorevole alla fine del maggioritario bastardo del Mattarellum. E se evita di affermarlo apertamente è solo perché si è lasciata convincere dai sondaggi estivi che con la legge attuale può battere agevolmente il proprio nemico storico. Quanto conta e quanto pesa questo “non detto” dei partiti dell’Unione? Sul piano formale poco. Al momento del voto sulla nuova legge non ci sarà partito del centro sinistra disposto a schierarsi apertamente a favore del proporzionale. Ma sul piano sostanziale tantissimo. Al punto che se cresce l’ottimismo sulla possibilità della legge di essere apporvata questo dipende proprio dalla consapevolezza che il ritorno al proporzionale gode di un largo e trasversale consenso. Palese ed occulto. Il Quirinale, quindi, non può non tenere conto del sentimento prevalente del Parlamento. Le sue osservazioni tecniche troveranno risposte. E, se non ci saranno intoppi clamorosi dell’ultima ora, il paese si doterà di una legge elettorale sicuramente migliore di quella attuale. Qualcuno avvisi Prodi. E lo convinca a farsene una ragione.
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