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L’irresponsabilità
di Prodi l’incendiario 8 novembre 2005 Sbagliano gli esponenti del centro destra a definire “irresponsabile” la sortita di Romano Prodi sul rischio di una esplosione di violenza nelle perferie delle città italiane sull’esempio delle banlieu francesi. Il leader dell’Unione non si limita a compiere una bassa operazione di demagogia elettoralistica lasciando intendere che se la violenza scoppierà in Italia la colpa sarà del governo di Silvio Berlusconi. In realtà il “professore” tenta di compiere una manovra molto più difficile e raffinata. Quella di scaricare preventivamente sul centro destra un problema che è solo ed esclusivamente della sinistra e che minaccia di far saltare l’intero schieramento prodiano proprio alla vigilia della campagna elettorale per le politiche. Il problema è quello della legalità. La sinistra di governo pretende di applicarla. La sinistra antagonista rivendica invece il diritto ad evaderla in nome del più forte diritto alla ribellione degli emarginati e dei rivoluzionari. In questa luce ciò che avviene nelle periferie delle città francesi torna ad evidenziare al massimo grado la grande contraddizione emersa nel centro sinistra italiano con il caso Bologna. Prodi capisce che nel guidare uno schieramento candidato alla guida del governo nazionale nella prossima legislatura non può pretendere di conciliare l’inconciliabile, il rispetto della legalità con il diritto alla ribellione in nome di un presunto disagio sociale. Ma nell’impossibilità di compiere una qualsiasi scelta che gli alienerebbe fatalmente il consenso o della sinistra di governo o della sinistra antagonista, tenta di distogliere l’attenzione dell’opinione pubblica scaricando preventivamente la colpa di agitazioni e disordini sul governo. La sua irresponsabilità non è nel tirare il ballo strumentalmente il centro destra ma è nell’assumere una posizione che sembra diretta ad auspicare l’esplosione immediata della violenza nelle periferie italiane. Per ripetere l’esperienza della sinistra con il G8 di Genova, quando in nome della condanna della repressione poliziesca le forze d’opposizione riuscirono a sfuggire alla scelta tra legalità e ribellione, tra responsabilità e irresponsabilità, tra riformismo ed estremismo. Prima che le periferie italiane brucino come quelle francesi, quindi, il centro destra deve incalzare Prodi imponendogli di spiegare all’opinione pubblica da che parte si colloca. Se con la polizia o con gli incediari. E non solo. Deve anche uscire dagli equivoci e chiarire una volta per tutte da che parte intende stare sulla faccenda della Tav. Come si comporterebbe una volta al governo? Imporrebbe il rispetto della legalità a chi si oppone all’alta velocità non solo con le manifestazioni di piazza ma anche con gli attentati? Oppure si piegherebbe al no all’alta velocità dei propri alleati ambientalisti e di Rifondazione Comunista condannando il paese all’inesorabilità del proprio declino? I partiti della maggioranza hanno l’obbligo di incalzare il leader dell’opposizione su questi due punti, legalità e modernizzazione. Se non lo fanno si condannano alla scomparsa politica consegnando la vita pubblica nazionale ad un nuovo arco costituzionale formato solo dalle due sinistre.
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