torna alla
home page

ARCHIVIO

2005
gennaio
febbraio
marzo
aprile

2004
dicembre
novembre
ottobre
settembre
agosto
luglio
giugno
maggio
aprile
marzo
febbraio
gennaio

2003
dicembre
novembre
ottobre
settembre
luglio
giugno
maggio
aprile
marzo

febbraio
gennaio

2002
dicembre
novembre
ottobre
settembre
agosto
luglio
giugno
maggio
aprile
marzo
febbraio 
gennaio

2001
dicembre
novembre
ottobre
settembre
agosto
luglio
giugno
maggio
aprile
marzo
febbraio
gennaio

2000
dicembre
novembre
ottobre
settembre
agosto
luglio
giugno
maggio
aprile
marzo
febbraio
gennaio

1999
dicembre
novembre
ottobre
settembre
agosto
luglio
giugno
maggio
aprile
marzo
febbraio
gennaio


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

  Le false interpretazioni del voto di Bolzano
9 novembre 2005

Sbaglia Romano Prodi quando definisce il voto di Bolzano la primavera del centro sinistra. Sbaglia per la semplice ragione che il risultato positivo dell’Unione nel capoluogo altoatesino ha un significato esattamente opposto a quello indicato dal “professore”. Non è la conferma definitiva della ineluttabilità e della inesorabilità della intenzione degli elettori italiani espressa nelle ultime regionali di cacciare il centro destra dalla guida del governo nazionale. Se così fosse il risultato non sarebbe stato sul filo di lana, condizionato dal peso determinante della Svp. Per rispettare il trend delle regionali la vittoria del centro sinistra avrebbe dovuto essere plebiscitaria. E, soprattutto, avrebbe dovuto essere caratterizzata dallo spostamento massiccio dei voti dai partiti del centro destra a quelli del centro sinistra. Ma il plebiscito non c’è stato. E non c’è stato neppure un minimo, infinitesimale travaso di voti da uno schieramento all’altro. 

La differenza l’ha fatta la comunità di lingua tedesca. Che da sempre è schierata con il centro sinistra e che, in questa circostanza, ha confermato più compatta che mai la sua scelta nella convinzione che solo Prodi e l’Unione le possono continuare a garantire gli incredibili privilegi di cui ha goduto dai tempi dell’accordo De Gasperi-Gruber. Alle politiche della prossima primavera, però, il peso della comunità tedesca altoatesina diventerà ininfluente a livello nazionale. E questo significa che la tendenza espressa dalle regionali si è interrotta, che la Casa delle Libertà è in ripresa e che la partita delle politiche è ancora tutta da giocare. Ma se Prodi sbaglia a vedere una rossa primavera è bene che anche il centro destra non si illuda più di tanto sulla certezza della propria ripresa. 

La partita è tornata ad essere giocabile. Ma bisogna vedere come verrà condotta. Se gli alleati di Silvio Berlusconi penseranno solo al proprio particulare come hanno fatto fino all’estate scorsa, la sconfitta sarà ugualmente sicura. Se sapranno offrire non una immagine di ottusa compattezza ma la fotografia di un ventaglio di posizioni unite dal comune interesse per il paese, la certezza di Prodi sarà sicuramente vanificata. L’impresa, in fondo, è meno difficile di quanto possa apparire a prima vista. Nel centro destra si discute sulla ex Cirielli. Nel fronte opposto ogni problema è motivo di scontro. E gli elettori non vogliono la promessa del caos. Cercano certezze!