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  Una linea di confine all’intolleranza
3 febbraio 2006

Non c’è alcun intento blasfemo nella decisione di pubblicare le vignette su Maometto ed i fondamentalisti arabi apparse su un giornale danese. Non c’è neppure alcun intento provocatorio nei confronti dei paesi arabi e dei fedeli della religione musulmana. “L’opinione delle libertà“ è un giornale liberale e laico ma non laicista. E come contesta ogni forma di fondamentalismo religioso in nome dei valori della libertà individuale e della tolleranza, così si oppone ad ogni manifestazione di fondamentalismo laicista capace di contrapporre solo intolleranza ideologica alla intolleranza religiosa. La scelta di pubblicare le vignette dello scandalo nasce invece dalla necessità di prendere una posizione chiara rispetto alle minacce provenienti da paesi ed organizzazioni fondamentaliste che sono state rivolte ai giornalisti danesi e allo stesso governo della Danimarca. 

Queste proteste e queste minacce non sono solo il frutto di una indignazione che, al limite, potrebbe anche essere comprensibile. Sono soprattutto l’espressione di una pretesa che non può in alcun caso essere accettata. Quella di condizionare dall’esterno l’esercizio di una libertà garantita dallo stato di diritto. E, quindi, quella di ridurre, attraverso l’arma delle possibili ritorsioni diplomatiche, economiche o, addirittura, fisiche, gli spazi di libertà della società aperta, faticosamente conquistata in secoli e secoli di lotte. E’ possibile che la satira su Maometto possa disturbare, irritare ed anche sconvolgere un credente musulmano. Ma nella democrazia liberale del mondo occidentale ciò che appare un peccato agli occhi di un credente di una qualsiasi religione non può e non deve essere considerato un reato. 

Nella società aperta la satira è libera. E questa libertà non può subire deroghe e limiti di sorta. Perché ogni deroga ed ogni limite comporta una automatica riduzione degli spazi del tipo di società che abbiamo costruito e che vogliamo conservare. Accettare che la società aperta venga compressa, limitata, condizionata significa minare le fondamenta stesse della democrazia liberale e dello stato di diritto. Per questo, allora, ho deciso di pubblicare su “L’opinione delle libertà”, antico giornale di cultura liberale, le vignette del peccato. Per manifestare solidarietà ai colleghi danesi. Ma, soprattutto, per denunciare la necessità di non aprire varchi alla prevaricazione di natura religiosa nella nostra società aperta. 

Il confine che separa la democrazia dalla teocrazia va difeso. Sempre e comunque. Anche quando si tratta di vignette che, come i nostri lettori potranno vedere oggi e nei prossimi giorni, non appaiono affatto blasfeme ma solo blandamente irridenti. Chi pensa che per una vicenda così banale si possa anche accettare l’apertura di una piccola breccia sul confine della società aperta e della democrazia liberale, sbaglia. La breccia può diventare un varco. Il varco una voragine. E, attraverso questa voragine, l’intolleranza ed il totalitarismo possono tornare a distruggere quella che per noi rappresenta la migliore delle società possibili.